venerdì 10 aprile 2009

La petizione in difesa del Chiaretto

PETIZIONE
in difesa del vero vino rosato

Al Presidente della Commissione Europea - Bruxelles
Al Parlamento Europeo – Segreteria Comitato sulle Petizioni - Bruxelles
Al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Roma

Appreso che:
• la Commissione Europea, nell’ambito degli interventi applicativi del Regolamento n. 479/2008, intende autorizzare la pratica del taglio dei vini da tavola bianchi e rossi;
• il Consorzio Tutela Vini Bardolino doc e il Consorzio Tutela Vini Garda Classico doc hanno espresso la loro contrarietà all’introduzione di tale pratica vinicola nell’ordinamento europeo (i disciplinari di produzioni delle denominazioni di origine controllata Bardolino e Garda Classico prevedono entrambi la tipologia Chiaretto, di colore rosato, ottenuta dalla tradizionale breve macerazione delle bucce: tale pratica, nell’area del lago di Garda, territorio di pertinenza dei due citati Consorzi di Tutela, è documentata almeno sin dalla seconda metà dell’Ottocento);

ritenendo i sottoscritti che, qualora il Regolamento sulle pratiche enologiche consentisse la produzione e commercializzazione di vini di colore rosato ottenuti da miscele di vini bianchi e rossi
• verrebbe snaturata la tradizionale caratterizzazione dei vini rosati
• verrebbe potenzialmente indotta nei consumatori la percezione della tipologia del vino rosato come prodotto soggetto a manipolazioni industriali, in tutto simile a qualsiasi altra bevanda di fantasia, mettendo in tal modo a repentaglio i valori costruiti nella storia dalle comunità locali delle aree di tradizionale produzione dei rosati
• verrebbe creato nocumento ai produttori di vini rosati tradizionali, introducendo una sleale concorrenza sul medesimo genere merceologico, in ragioni dei minori costi di produzione di vini rosati ottenuti da miscele

sottoscrivono la presente petizione allo scopo di chiedere
• al Presidente della Commissione Europea
• al Parlamento Europeo
• al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
di adoperarsi affinché la pratica del coupage di vini bianchi e rossi non venga introdotta nella normativa europea e di attivarsi per la salvaguardia dei vini rosati prodotti secondo le pratiche tradizionali.

Primi firmatari:

Giorgio Tommasi
Presidente Consorzio Tutela Vini Bardolino doc

Sante Bonomo
Presidente Consorzio Tutela Vini Garda Classico doc

venerdì 20 febbraio 2009

Banco d'Assaggio del Bardolino: i partecipanti

Ecco l'elenco completo delle aziende partecipanti al Banco d'Assaggio del Bardolino e del Chiaretto 2008 in programma domenica 8 marzo 2009, dalle ore 10 alle 18, presso la Dogana Veneta di Lazise.
  1. Aldo Adami
  2. Aldegheri
  3. Damiano Bergamini
  4. Bertani
  5. Bertoldi
  6. Bondi
  7. Ca’ Bottura
  8. Giuseppe Campagnola
  9. Marco Campostrini
  10. Canella
  11. Cantina Caorsa
  12. Cantina di Castelnuovo del Garda
  13. Cantina di Custoza
  14. Casaretti
  15. Natale Castellani
  16. Cavalchina
  17. Cesari
  18. Colle dei Cipressi
  19. Renato Corradini
  20. Corte Fornello
  21. Corte Gardoni
  22. Corte Gioliare
  23. Costadoro
  24. Umberto Giarola
  25. Susanna ed Eugenio Girardelli
  26. Giuseppe e Giampietro Girardi
  27. Girasole
  28. Gorgo
  29. Guerrieri Rizzardi
  30. Il Pignetto
  31. Il Pigno
  32. La Rocca
  33. Lamberti
  34. Le Fraghe
  35. Le Ginestre
  36. Le Muraglie
  37. Le Tende
  38. Le Vigne di San Pietro
  39. Lenotti
  40. Marcello Marchesini
  41. Meneghello
  42. Monte dei Roari
  43. Monte del Fra’
  44. Monte Oliveto
  45. Monte Saline
  46. Maddalena Pellegrini
  47. Giorgio Poggi
  48. Raval
  49. Dante Righetti
  50. Enzo Righetti
  51. Ronca
  52. San Zeno
  53. Santi
  54. Tamburino Sardo
  55. Giovanna Tantini
  56. Tenuta La Presa
  57. Tenuta San Leone
  58. Tinazzi
  59. Tre Colline
  60. Valetti
  61. Vigneti Villabella
  62. Villa Medici
  63. Zenato
  64. Zeni

martedì 30 dicembre 2008

E che vinca la scuola borgognona

Ogni tanto mi si chiede: "A cosa deve somigliare un Bardolino?". La risposta è ovvia: "A un Bardolino". Ma l'affermazione così ovvia non è, in realtà, se c'è chi è costretto a domandare quale sia il punto di riferimento.
E allora lascio la parola a quel che scrive la guida Vini d'Italia, targata Gambero Rosso & Slow Food, in poche, ma secondo me del tutto significative righe scritte, credo, da Nicola Frasson.
Quste: "Interpretare la corvina, protagonista assoluta dei rossi veronesi, come fosse un pinot nero, trasmette al vino una splendida espressività aromatica fatta di frutti di bosco e pepe, leggerezza gustativa, sapidità e tensione acida".
Ecco, credo che qui ci sia dentro tutto.
Primo: "interpretare la corvina". Sì, i veronesi son maestri dell'uvaggio e più ancora della cuvée, e il disciplinare del Bardolino (come quello del Valpolicella) prevede più uve. Ma talvolta - mica sempre - son uve che poco o nulla aggiungono, e semmai qualche volta tolgono, alla bellezza espressiva della corvina coltivata sulle colline moreniche gardesane, ché lì la corvina s'esprime in maniera del tutto diversa che nelle vallate valpolicellesi. E dunque sì: che si faccia più o meno uvaggio o cuvée, è la corvina l'anima del territorio. Una delle matrici del terroir. E va interpretata.
Secondo: "intrepretare la corvina come fosse un pinot nero". Lo sto dicendo e scrivendo da anni: il punto di riferimento de vigneron bardolinisti ha da essere la Borgogna. Mica per imitazione: il Bardolino deve somigliare a sé stesso. Ma per filosofia. E la filosofia è quella dei Borgogna pre infatuazione americana (diciamo fino agli anni Ottanta) e post risveglio dalla sbornia parkeriana (diciamo gli ultimi cinque anni). Il Borgogna cioè che non punta a un colore che non è suo, e dunque s'accontenta di tonalità leggere, a volte cristalline. Il Borgogna che rifiuta il tannino eccessivo, e dunque rifugge dal legno marcato. Il Borgogna che ha il fruttino di bosco, e la fragolina e il lampone, in bell'evidenza, e sotto una speziatura che affascina. Il Borgogna che non crede che l'acidità sia negativa, se ben calibrata.
Terzo, dunque: "iterpretare la corvina come fosse un pinot nero per tasmettere al vino una splendida espressività aromatica fatta di frutti di bosco e pepe, leggerezza gustativa, sapidità e tensione acida". Aggiungo solo: più fragolina a nord, più ciliegia a sud, e comunque, a partir dall'estate, chiodo di garofano, cannella, pepe, e una bella freschezza che dà slancio al frutto e alla spezia. Ecco: questo è il "mio" Bardolino. Il Bardolino che risponde al richiamo del terroir e di nient'altro. E poco importa il resto, davvero.
Se così fosse (e così confido che sarà, e già un bel manipolo di produttori così fa), davvero per il bevitore curioso sarà difficile resistere al fascino d'un rosso "che si beve". O almeno, quest'è la mia opinione.

BarDoc su PepeRosso 2.0

Il blog PepeRosso 2.0 parla dei cambiamenti di BarDoc.
Ringrazio di cuore.
Qui sotto il testo dell'articolo.
È quasi un mese che Angelo Peretti, di fatto, ha dato un nuovo corso al suo Bardoc. Non più un “locale” aperto tutti i giorni con giorni di chiusura limitati ai soli periodi di riposo, molto pochi visto il suo continuo riferici via web di quel che accadeva nel mondo del vino e del bardolino, ma un blog aperto, come dice lui stesso, per dire - di tanto in tanto - la mia su alcune questioni bardoliniste. Per esprimere opinioni personali. Perché, vivaddio, le mie idee son mie. A così annunciata intermittenza, si sostituisce la nuova sfida di dare il suo aiuto al neonato foglio elettronico del consorzio tutela del Bardolino, oltre a tutte le altre che già lo impegnano dove serve l’autorevole penna di appassionato cronista del buon vino e del buon mangiare. Che dire, se non di augurare altrettanto successo ma ricordargli anche la promessa nel continuare le sue righe su Bardoc e non farcene sentire la mancanza? Con l’occasione, un augurio di buon anno e un prosit di cuore. Magari con un calice di Chiaretto o un felicissimo spumante, Monte Saline, di cui vi darò conto. Ispirato proprio da un pezzo di Peretti.

sabato 6 dicembre 2008

Se il Bardolino è un vino da stelle...

Se c'è una cosa che non riesco proprio a capire è come si faccia a non pensare al Bardolino come compagno ideale anche per la cucina d'alto profilo.
Mi spiego: più un piatto è giocato sull'armonia, sull'equilibrio, sulla delicatezza, più a mio avviso quello stesso piatto "chiama" come compagno di tavola un vino che non sovrasti il cibo, ma che invece l'accompagni con freschezza, con slancio.
Certo, di grandi vini che han questa dote ce ne sono: adoro per esempio lo Champagne, i vecchi Bordeaux (quelli pre-parkeriani, pre-concentrazione), qualche aristocratico Pinot Nero borgognone (quelli tornati scarichi nel colore e finissimi nell'impatto, ché anche in terra borgognona c'è stata qualche infatuazione per la palestra enologica nell'ultimo decennio). Ma perché non prendere in considerazione, più semplicemente, il grande potenziale che un buon Bardolino o un buon Chiaretto sanno mettere in campo quando si parla d'abbinabilità e di beva?
Una dimostrazione (per me, un'altra dimostrazione, ché ne sono convintissimo) che i vini bardolinisti siano perfetti anche per la cucina d'eccellenza l'ho avuta ieri sera a Sorrento, con la cena che, all'hotel Excelsior Vittoria, ha visto confrontarsi tre cuochi veneti stella Michelin ed altrettanti colleghi stellati della Campania.
Gran bella cena, dico subito, di quelle che ti ricordi, ché nonostante in sala fossimo attorno ai centocinquanta, ci sono arrivati piatti capaci di emozionare, appunto.
Resoconti della cosa li trovate sul nuovo sito del Consorzio del Bardolino (e c'è anche un bel pezzo di Paolo Virtuani in home page sul sito del Corriere della Sera). Quel che invece qui voglio dire è che il Chiaretto Spumante, il Chiaretto "fermo" e il Bardolino ieri sera si son dcisamente ri-dimostrati vini da abbinamento ideale: nessuna prevaricazione sul piatto, nessuna "difficoltà" nella beva, nessun impegno aggiuntivo per il commensale, e anzi le ricette prendevano nuovo slancio dall'accostamento, ché la freschezza bardolinista era adattissima nel pulire il palato dal boccone appena assaggiato e preparare il campo per la nuova forchettata.
E se i cuochi stellati cominciano a non vergognarsi d'abbinare le loro creazioni con l'etichette bardoliniste, allora credo che ci si potrà divertire. Anche perché, diciamocelo, potremmo ordinare bottiglie dal prezzo umano anche nei ristoranti più blasonati, e con i tempi di vacche magre d'oggidì non è per niente una prospettiva di poco tempo.
Mi si dirà: è questione di reputazione, e il Bardolino ne difetta, oggi, e non è dunque adatto al pubblico dei ristoranti da vip. Dico: ma dobbiamo per forza fermarci alle convenzioni, ai luoghi comuni, alle tendenze modaiolie? Nossignori, signori cuochi & ristoratori: un po' di coraggio, e proponiamo alla clientela i vini che possono star bene coi piatti che abbiamo in lista. Anche un Bardolino, o qualche altra doc "minore". Di quelle che fan vini da bere, mica solo da degustare. Che ce n'è tante, e buone, in giro.
La foto: brindo assieme ai tre cuochi stellati del Veneto, ossia, da sinistra, Stefano Pace del ristorante La Terrazza di Montecchia di Crosara, Leandro Luppi del Vecchia Malcesine di Malcesine e Isidoro Consolini del ristorante Al Caval di Torri del Benaco.

domenica 30 novembre 2008

Si cambia!

Dopo meno di un anno e mezzo di attività, Bardoc, almeno per il format attuale, è arrivato al capolinea.
La funzione che ha sin qui svolto questo blog, ossia soprattutto informare su quel che succede in terra bardolinista, e dimostrare che non v'era (non v'è) immobilismo, e semmai svegliare dal torpore chi si fosse assopito, è conclusa.
D'ora in poi, questo genere di informativa la darà ufficialmente il Consorzio di tutela del Bardolino sul suo nuovo sito internet, www.ilbardolino.com, che ha in home page, appunto, un blog.
Per quanto mi riguarda, ho accettato di dare una mano - pro tempore - al Consorzio e ai produttori bardolinisti: mi occupo, insieme con un piccolo staff di collaboratori, della promozione e della comunicazione consortile, mentre l'area tecnica è affidata ad Andrea Vantini.
Chiaro che per me si tratta di un cambio notevole: si chiude un periodo della mia attività di wine writer e se ne apre un altro, diverso, e con quali orizzonti non so.
Una sfida, ma a (quasi) cinquant'anni, le sfide si possono accettare, appunto.
Bardoc comunque non chiude. Penso di tenerlo aperto per dire - di tanto in tanto - la mia su alcune questioni bardoliniste. Per esprimere opinioni personali. Perché, vivaddio, le mie idee son mie. E il sito consortile non è la palestra per questo genere di esercizi.
A presto, spero.
E grazie per la simpatia che in tanti avete fin qui accordato a Bardoc: 30mila pagine viste in un anno per un web site che si occupa del "piccolo" Bardolino non sono cosa da poco. Assolutamente.

martedì 25 novembre 2008

Due Chiaretti "premio qualità-prezzo" su Bollicine d'Italia

È in edicola "Bollicine d'Italia '09" del Gambero Rosso, la sedicesima edizione della guida agli spumanti italiani curata da Marco Sabellico e Giuseppe Carrus.
Oltre duemila i vini degustati, 350 quelli selezionati, 146 quelli premiati per il lor rapporto qualità-prezzo. E fra i premiati, anche due Bardolino Chiaretto Spumante: il metodo classico di Monte Saline e lo charmat di Villabella.
"Tra i migliori Bardolino Chiaretto assaggiati c'è sicuramente questo eccellente rosé metodo classico" scrive la guida a proposito dello spumante di Monte Saline. Aggiungendo che questo Chiaretto è "davvero irresistibile" e che "mostra una struttura solida ed equilibrata, polpa fruttata, fresco nerbo acido che sorregge la ricchezza estrattiva".
"Segnaliamo con entusiasmo questo Bardolino Chiaretto Spumante" scrive invece la guida del vino di Villabella. Ed aggiunge: "Al palato è carezzevole nell'effervescenza, presenta un accenno di tannino e persistono i toni fruttati. Chiude lungo all'insegna del frutto. Eccellente".

venerdì 21 novembre 2008

Il Bardolino su Antenna3 Nordest

Il 13 novembre alle ore 13.00 è andata in onda su Antenna3 Nordest, nel corso della trasmissione “Il gusto delle stelle”, un servizio sul vino Bardolino, sul suo territorio e sulla sua cucina. Ed è toccato a me il piacere di descrivere le caratteristiche essenziali del vino Bardolino e della sua terra
Con questo programma, l’ideatore Mauro Zardetto vuole realizzare dei racconti che consentano di riscoprire tradizioni del territorio, leggende dimenticate, ma anche di proporre nuove sperimentazioni e contaminazioni. “Cerchiamo di muoverci in modo mai banale, - dice Zardetto - andando alla ricerca, in documenti storici, di legami sconosciuti, vicende che legano in modo sorprendente determinati prodotti o piatti a un territorio, e che creano percorsi che dalla Provincia di Treviso si propagano alle altre aree del Veneto. La prima serie ci ha premiato col successo del pubblico che seguiva da casa, per questo motivo, ora che, dopo la Provincia di Treviso, anche la Regione del Veneto ha creduto nel nostro progetto, vogliamo diventare ancora più coinvolgenti portando i migliori cuochi veneti nei luoghi dove più si tramanda la tradizione e la tipicità dei nostri prodotti: le 'sagre' che hanno segnato la storia del nostro territorio.”
Nella sequenza dedicata al nostro vino è stato intervistato anche Giancarlo Zanotti, patron della Taverna Kus di San Zeno di Montagna, che ha abbinato i piatti a base di marroni di San Zeno al vino Bardolino.

martedì 18 novembre 2008

La riscossa del Bardolino: in finale per i tre bicchieri

Il titolo è quello dell'articolo comparso lunedì sulla Pagina del Gusto, curata da Morello Pecchioli sul quotidiano L'Arena di Verona.
Il pezzo lo riporto qui sotto.
"La stampa che si occupa di vino sta riscoprendo il Bardolino: lo testimoniano le guide appena arrivate in libreria. Non era mai successo che un Bardolino approdasse alle ambitissime finali dei Tre Bicchieri della guida "Vini d'Italia 2009" edita da Gambero Rosso e Slow Food. Tre i Bardolino finalisti quest’anno, segnalati sulla guida con due bicchieri rossi: il Superiore 2006 di Corte Gardoni, Valeggio sul Mincio; il Superiore Munus 2006 di Guerrieri Rizzardi, Bardolino, e il 2007 dell'azienda agricola Le Fraghe di Matilde Poggi, Cavaion Veronese. La guida evidenzia come «il Bardolino possa essere un vino di grande attualità e valore; interpretare la corvina, protagonista assoluta dei rossi veronesi, come fosse un pinot nero, trasmette al vino una splendida espressività aromatica di frutti di bosco e pepe, leggerezza gustativa, sapidità e tensione acida».
Segnalazione di prestigio anche per l'azienda agricola Cavalchina di Luciano e Franco Piona, Custoza: il loro Bardolino Superiore Santa Lucia 2006 ha ricevuto la "menzione ad honorem" nella guida "Vini Buoni d'Italia" del Touring Club".

domenica 9 novembre 2008

Il Bardolino al Tg1

M'è successo di parlare del Bardolino al Tg1 stasera, in prima serata.
Il telegiornale della rete 1 Rai ha infatti mandato in onda un servizio di Anna Scafuri dedicato al Novello, vino "di stagione".
Nel montaggio è stato inserito anche un mio intervento registrato mercoledì scorso a Verona nel corso dell'Anteprima Novello al palazzo della Gran Guardia (l'immagine che correda questo post è tratta dal sito internet del Tg1).
Parlando di macerazione carbonica, ho detto di come questa tecnica in fondo esalti quei caratteri fruttati - lampone, fragolina di bosco. fragola, mora, ciliegia acerba - che sono anche le caratteristiche salienti del Bardolino.
Insomma: il Novello può riuscire a dare un'idea delle prerogative del Bardolino, anche se di questo resta una versione baby, una sorta di giocattolino stagionale, in attesa dell'uscita dei vini della nuova annata.
Nel corso del medesimo servizio è stato intervistato anche Gianni Zonin, leader della maggior azienda vinicola privata italiana, che ha parlato della leadership veneta nel campo del Novello.

sabato 8 novembre 2008

Il Novello su Soavemente

La wine blogger Maria Grazia Melegari sul suo blog Soavemente parla dell'Anteprima Novello svoltasi al palazzo della Gran Guardia di Verona.
E si sofferma sul Bardolino Novello.
"Sono sempre andata alla ricerca, comunque, per le mie due o tre bottiglie stagionali - scrive Maria Grazia -, della dichiarazione di fedeltà al 100% di macerazione carbonica. Se c'è stato qualcosa di interessante ad Anteprima Novello, è l'aver potuto gustare 7 Bardolino Novello che sull' etichetta portavano l'emblema "Sole e Luna" (marchio che sta per il 100% di macerazione carbonica delle uve). Belli, freschi, vellutati, armonici, gradevoli - veri Novelli - e per veri intendo fedeli a un ideale disciplinare - non italiano ( che concede fino a un 70 % di aggiunta di vino dell'annata) - ma francese, quello del Beaujolais Nouveau".
Il tema della macerazione carbonica viene ripreso proseguendo il post: "Il Novello in Italia - dice Maria Grazia - m'è sembrato sempre una caricatura. Del Beaujolais Nouveau. In qualche caso pure un modo per sistemare del vino fermo in cantina, aggiungendolo al prodotto della macerazione carbonica. Molto istruttiva la visita di ieri alla Gran Guardia. Assoluto la stacco dei Bardolino Novello su altre tipologie, e non per campanilismo, ma perchè la Corvina ci mette il suo bel patrimonio di profumo e di frutto, esaltato specialmente quando la macerazione carbonica è fatta su tutta l'uva. Così è stato pure per alcuni Novelli da Teroldego e per un paio di Merlot.
Altri Novelli... di Novello avevan solo il nome: scarsi di profumo, pesanti, in qualche caso persino troppo alcolici".

mercoledì 5 novembre 2008

Il minestrone di marroni per il Bardolino Novello

I visitatori dell'Anteprima Novello in svolgimento fino al 6 novembre al palazzo della Gran Guardia di Verona hanno una golosa chance in più: il minestrone di marroni di San Zeno dop preparato dai sei ristoranti che fino al 15 novembre sono impegnati nella rassegna "San Zeno Castagne & Bardolino", in svolgimento a San Zeno di Montagna.
Per avere l'assaggio del minestrone, che oggi, nella giornata inaugurale, è già stato apprezzato da centinaia di persone, basta recarsi alla postazione del Consorzio del Bardolino ed assaggiare almeno un Novello bardolinista: i sommelier consegnano un coupon per una porzione della zuppa montanara.
Il coupon riporta tra l'altro la ricetta del minestrone baldense, che gli amanti del Bardolino Novello potranno così cucinarsi a casa.
Nella foto il presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi, con il responsabile dell'area tecnica, Andrea Vantini, e due dei ristoratori di San Zeno di Montagna.

Il primo Novello di Zaia è un Bardolino

Il ministro delle politiche agricole Luca Zaia stanotte ha brindato all'uscita sul mercato del Novello italiano a Verona, al palazzo della Gran Guardia, dove Verona Fiere ha allestito l’Anteprima Novello.
Il Novello col quale ha brindato il ministro? Un Bardolino, naturalmente.
Lo scrive il quotidiano L'Arena di oggi.
Ecco cosa dice il giornale veronese: "Alla Gran Guardia stappata la prima bottiglia. Oggi e domani l’apertura al pubblico. A mezzanotte è cominciata la stagione del vino Novello. A mezzanotte è stata stappata ufficialmente, alla Gran Guardia, la prima bottiglia dell’annata di vino Novello, un Bardolino, presente il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. Il vino potrà essere messo sul mercato solo allo scattare della mezzanotte fra oggi e domani. È il debutto a Verona di Anteprima Novello, salone di Veronafiere dedicato dal primo prodotto enologico della vendemmia".
La foto mostra il presidente di VeronaFiere Luigi Castelletti, il sindaco di Verona Flavio Tosi, il ministro Luca Zaia e la conduttrice televisiva Paola Saluzzi nel brindisi inaugurale di mezzanotte dell'Anteprima Novello veronese: nei calici il Bardolino Novello.
L'Anteprima Novello è aperta fino alle ore 22 del 6 novembre.

domenica 2 novembre 2008

Il Bardolino secondo il Gambero Rosso

Detto in un precedente post dell'approdo per la prima volta di ben tre vini bardolinisti alle finali per i "tre bicchieri", vediamo di seguito com'è andata complessivamente per i produttori del Bardolino segnalati dalla guida "Vini d'Italia" edita da Gambero Rosso & Slow Food.
La guida gamberista, com'è noto, classifica i vini in bicchieri, da zero (semplice segnalazione) a tre bicchieri, con i "due bicchieri rossi" che indicano un vino arrivato sino alle finali nazionali per i "tre bicchieri".
Di seguito i responsi, come si suol dire "in ordine di apparizione" sulle pagine della guida.
2 bicchieri rossi
Bardolino Superiore 2006 Corte Gardoni
Bardolino 2007 Le Fraghe
Bardolino Classico Superiore Munus 2006 Guerrieri Rizzardi
2 bicchieri
Bardolino Superiore Santa Lucia 2006 Cavalchina
Bardolino Le Fontane 2007 Corte Gardoni
Bardolino Classico Vigneto Cà Bordenis 2007 Santi
Bardolino Classico Cà Nova 2007 Sartori
Bardolino 2007 Giovanna Tantini
Bardolino Classico Superiore 2006 Luigi Valetti
1 bicchiere
Bardolino Classico Roccolo del Lago 2007 Campagnola
Bardolino 2007 Cavalchina
Bardolino Chiaretto 2007 Corte Gardoni
Bardolino Chiaretto Rodon 2007 Le Fraghe
Bardolino Classico 2007 Guerrieri Rizzardi
Bardolino Classico Tacchetto 2007 Guerrieri Rizzardi
Bardolino Chiaretto 2007 Monte del Frà
Bardolino 2007 Monte del Frà
Bardolino Chiaretto 2007 Santa Sofia
Bardolino Classico 2007 Sartori
Bardolino Chiaretto 2007 Giovanna Tantini
Bardolino Chiaretto Classico Pozzo dell'Amore 2007 Vigneti Villabella
Bardolino Chiaretto Classico Brut Vigneti Villabella
Bardolino Classico Superiore Terre di Cavagion 2006 Vigneti Villabella
Bardolino Classico Vigna Morlongo 2007 Vigneti Villabella
Bardolino Chiaretto Classico Vigne Alte 2007 Zeni
Bardolino 2007 Albino Piona
Bardolino Chiaretto 2007 Albino Piona
Bardolino Classico 2007 Luigi Valetti
segnalazione
Bardolino 2007 Santa Sofia
Bardolino Classico Superiore 2006 Zeni

Il Bardolino secondo L'Espresso

È in libreria l'edizione 2009 della guida "I vini d'Italia" de L'Espresso: "Oltre 10000 vini recensiti - si legge in quarta di copertina -, 2300 aziende selezionate e classificate".
La guida de L'Espresso assegna ai vini voti in ventesimi.
Poi, usa anche il simbolo delle bottiglie: 1 bottiglia (da 12 a 13 ventesimi) per un vino "sufficiente", 2 bottiglie (da 13,5 a 14,5) per un vino "discreto", 3 bottiglie (da 15 a 16) per un vino "buono", che però "per le tipologie cosiddette minori è un risultato notevole", e poi 4 bottiglie per i punteggi da 16,5 a 17,5 e 5 bottiglie da 18 a 20 ventesimi.
Com'è andata la produzione bardolinista sulla guida curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari?
Lo vediamo qui di seguito, secondo le tipologie, con il punteggio assegnato dalla guida.
Segnalo però prima di tutto che il Superiore Autupnus 2006 di Colle dei Cipressi figura anche segnalato fra "i migliori acquisti della regione per il rapporto qualità/prezzo".
Bardolino Chiaretto
2 bottiglie
Bardolino Chiaretto 2007 Monte del Frà 14
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Colle dei Cipressi 14
Bardolino Chiaretto 2007 Giovanna Tantini 13,5
Bardolino Chiaretto 21.10 2007 Ronca 13,5
Bardolino Chiaretto Seiterre 2007 Tenuta San Leone 13,5
Bardolino
3 bottiglie
Bardolino 2007 Gorgo 15
Bardolino 2007 Le Fraghe 15
Bardolino 2007 Giovanna Tantini 15
Bardolino Classico 2007 Sartori 15
Bardolino Pieve San Vito 2007 Tenuta Valleselle 15
2 bottiglie
Bardolino Classico Santepietre 2007 Lamberti 14,5
Bardolino Classico Vigna Morlongo 2007 Villabella 14,5
Bardolino Classico Vigne Alte 2007 Zeni 14,5
Bardolino Le Fontane 2007 Corte Gardoni 14,5
Bardolino 2007 Cavalchina 14
Bardolino Classico 2007 Colle dei Cipressi 14
Bardolino 2007 Monte del Frà 13,5
Bardolino Superiore
3 bottiglie
Bardolino Superiore Classico Autupnus 2006 Colle dei Cipressi 16
Bardolino Superiore 2006 Corte Gardoni 15
Bardolino Superiore Podere Monte Maggiore 2005 Gorgo 15
Bardolino Superiore Prà dell'Albi Bosco del Gal 2006 Cantina di Castelnuovo del Garda 15
2 bottiglie
Bardolino Superiore Classico 2007 Zeni 14,5
Bardolino Superiore Classico Terre di Cavagion 2006 Villabella 14,5
Bardolino Superiore Montesalionze Seiterre 2006 Tenuta San Leone 14,5
Bardolino Superiore Santa Lucia 2006 Cavalchina 14,5
Bardolino Superiore 2006 Villa Medici 14
Bardolino Superiore Campi Regi 2006 Poggi 14
Bardolino Superiore Classico 2006 Le Tende 14

venerdì 31 ottobre 2008

Cinque giorni con il Novello

Doppio appuntamento con il Novello per il Consorzio del Bardolino: mercoledì 5 e giovedì 6 novembre c’è l’Anteprima Novello organizzata da Veronafiere al Palazzo della Gran Guardia di Verona, mentre da venerdì 7 a domenica 9 novembre ci si sposta nella terra d’origine, sul lago di Garda, al porto di Bardolino, per la Festa del Novello.
Si comincia a Verona con l’Anteprima Novello il 5 e 6 novembre.
Al Palazzo della Gran Guardia il Consorzio del Bardolino sarà presente con due diverse postazioni: una dedicata al vino e l’altra alla gastronomia della zona d’origine, offrendo ai visitatori il minestrone di marroni di San Zeno dop cucinato dai sei ristoranti che fino al 15 novembre sono impegnati nella rassegna "San Zeno Castagne & Bardolino", in svolgimento a San Zeno di Montagna (i sei locali propongono interi menù degustazione a base di marroni dop preabbinati al Bardolino).
Dal 7 al 9 novembre sarà poi il Comune di Bardolino a festeggiare il “suo” vino Novello. Sul lungolago il Consorzio di tutela del Bardolino proporrà la degustazione del Bardolino Novello 2008 insieme con le eccellenze gastronomiche del lago e dell’entroterra.
La Festa del Novello si aprirà la sera di venerdì 7 con un aperitivo “al Novello” presso la Barchessa Rambaldi, dove il Novello sarà accompagnato da castagne e formaggio Monte Veronese dop. Si prosegue sabato 8 e domenica 9 con la Mostra Mercato e le degustazioni dei prodotti dell’area gardesana: per l’occasione i Consorzi del Bardolino, dell’olio extravergine di oliva Garda dop, del marrone di San Zeno dop e del formaggio Monte Veronese dop si uniranno per far conoscere la produzione agroalimentare di pregio della zona. L’area del porto di Bardolino diventerà un mercatino, con gli stand consortili e le postazioni di vari produttori che proporranno vino, olio, formaggi, marroni, miele di castagno. Anche qui spazio al minestrone di marroni di San Zeno, insieme alle caldarroste dop. Le tre giornate bardolinesi si concluderanno con la tradizionale cerimonia di investitura degli Ambasciatori della Confraternita del Bardolino presso il municipio.
Il programma completo sul sito di Promo Bardolino.

mercoledì 29 ottobre 2008

Salone del Gusto: il report

Venerdì 24 ottobre il Bardolino è stato protagonista al Salone internazionale del Gusto di Torino, che ha chiuso i battenti registrando 180.000 presenze in cinque giorni, un vero record.
Sul palco dello stand della Regione Veneto è stata presentata la rassegna gastronomica “Castagne e Bardolino” ed è stata fatta la degustazione del vino Bardolino abbinata ai prodotti del territorio come il formaggio Monte Veronese dop, la bruschetta all’olio extravergine Garda dop, e il castagnaccio prodotto con il marrone di San Zeno dop.
Nel pomeriggio, nell’ambito del programma delle degustazioni organizzate dal Consorzio tutela Prosciutto San Daniele, si è svolta una inedita degustazione che ha visto il San Daniele abbinato a dei vini rossi.
Per questa degustazione sono stati scelti tre vini un Merlot friulano, un Grignolino piemontese, e il Bardolino.
L’incontro è stato condotto dall’enologo Lorenzo Tablino ed è intervenuto, accanto a lui, anche Andrea Vantini, responsabile dell'area tecnica del Consorzio del Bardolino, che ha spiegato i tratti essenziali del vino.
Il suggestivo stand ospitava circa 200 prosciutti appesi alle pareti (vedi la foto) ed ospitava la postazione di Radio Due, che trasmetteva in diretta Decanter, la trasmissione dedicata al vino e al buon cibo, condotta dai simpaticissimi Tinto e Fede.

lunedì 27 ottobre 2008

Sono tre i Bardolino approdati alle finali dei "tre bicchieri"

La notizia, per certi versi, fa una certa sensazione: tre Bardolino sono approdati quest'anno alle finali per i "tre bicchieri" della guida "Vini d'Italia", edita da Gambero Rosso & Slow Food.
Non era mai accaduto prima che un vino bardolinista arrivasse così in alto nelle valutazioni della più diffusa guida vinicola italiana: stavolta alle finali ne sono arrivati addirittura tre, dunque.
Nicola Frasson, responsabile della guida per il Veneto, lo aveva dichiarato al giornale L'Arena qualche giorno fa: "Il Bardolino quest'anno ha sfiorato i tre bicchieri: quando è bene interpretato, leggero, aromatico, è anch'esso grande".
Quali sono dunque i tre super-Bardolino secondo Gambero Rosso & Slow Food?
Eccoli qui:
A proposito del Bardolino Le Fraghe la guida scrive così: "È Matilde a dirigere con razionalità l'azienda, puntando senza mezze misure sul territorio, sostenendo questa volontà con un Bardolino esemplare. L'aspetto della versione 2007 presenta un colore rubino limpido e invitante, profuma di frutta rossa croccante e pepe, senza effetti speciali, resta fortemente con i piedi nella terra d'origine".
Questo il commento del Superiore di Corte Gardoni: "Il Superiore 2006, un rosso che riesce a esprimere la finezza e la complessità che la corvina può raggiungere, fatta di frutti di bosco e pepe, fiori ed accenni minerali, per una bocca asciutta, leggera ma di notevole grinta".
Ed ecco il Munus di Guerrieri Rizzardi: "Se lo scorso anno esaltavamo la performance del Bardolino Tacchetto, quest'anno è la volta del Superiore Munus 2006, a testimoniare come l'azienda stia puntando sul classico rosso del lago e, ancor più evidentemente, come il Bardolino possa essere un vino di grande attualità e valore. Interpretare la corvina, protagonista assoluta dei rossi veronesi, come fosse un pinot nero, trasmette al vino una splendida espressività aromatica fatta di frutti di bosco e pepe, leggerezza gustativa, sapidità e tensione acida, realizzando un Munus di grande personalità".
L'interpretazione "borgognona" della corvina è, del resto, il tratto che accomuna i tre Bardolino giunti in finale nelle selezioni di "Vini d'Italia 2009": un segnale da valutare con interesse.

venerdì 24 ottobre 2008

Si parla del Bardolino ad Aspen

Si parla del Bardolino nel Colorado, Stati Uniti.
Ne ha scritto ieri Drew Stofflet sull'Aspen Daily News Online.
Titolo dell'articolo: "Two Glowing Italian Reds and One Cold Night", ossia "Due caldi rossi italiani e una fresca notte".
Uno dei rossi in questione è un Barbaresco. L'altro un Bardolino, il 2006 dell'azienda agricola Le Fraghe, abbinato a una zuppa di pollo e fagioli.
Nell'articolo ci si sofferma dapprima sull'uvaggio bardolinista, spiegando le analogia con la vicina Valpolicella.
"In genere - scrive poi Stofflet - i rossi di Bardolino usano meno corvina e ne consegue che abbiano un po' meno corpo del Valpolicella. Nel contempo, i rossi di Bardolino sono considerati un po' meno orientati al terroir rispetto ai loro vicini della Valpolicella. Tuttavia, mi piace il Bardolino per la sua semplicità di espressione e l'equilibrio fra sensazioni di frutto e di terra e la leggera acidità. I sentori di ciliegia matura evolvono in lievi e più maturi aromi di cioccolato nero e prugne, con un'interessante, leggera speziatura".

Se il Bardolino sfiora i tre bicchieri...

È il momento dell'uscita della più importante guida del settore enologico italiano: "Vini d'Italia" del Gambero Rosso e Slow Food.
Ovviamente l'attenzione è rivolta soprattutto ai vini premiati con i celebri "tre bicchieri". E sono vari gli articoli che escono al proposito in questi giorni su quotidiani e periodici.
Ieri ne ha parlato anche L'Arena, il quotidiano di Verona, con un servizio di Morello Pecchioli sulla Pagina del Gusto.
Nell'articolo Pecchioli raccoglie il parere di Nicola Frasson, responsabile di Vini d'Italia per il Veneto (nella foto).
Frasson parla così dei vini dell'area gardesana: "Il Custoza sta crescendo. E pure il Bardolino che quest'anno ha sfiorato i tre bicchieri: quando è bene interpretato, leggero, aromatico, è anch'esso grande".
Proprio così: per la prima volta il Bardolino è arrivato a sfiorare i mitici "tre bicchieri". Una novità non da poco. Segno di cambiamento, di discontinuità: per la guida e per il Bardolino.
Niente male.