La scorsa primavera, il Consorzio di tutela del Bardolino, attraverso la commissione che doveva occuparsi di promozione (e che poi mi pare si sia arenata, anche a seguito delle
fratture interne al Consiglio), mi aveva chiesto di provare a tracciare qualche idea in tema di comunicazione. Perché è chiaro che qualcosa non va nella percezione del vino bardolinista.
Provai a stilare il mio compitino. Ma poi non se n'è fatto più nulla: toccherà ad altri scovare il bandolo della matassa.
Proprio perché non se n'è fatto niente, credo possa essere comunque di qualche interesse riportare qui di seguito la parte iniziale della traccia che avevo predisposto. Magari sembreranno cose ovvie. Ma a volte mettere in fila le ovvietà aiuta alla riflessione.
Ecco il testo.
Lo scenarioQuello del Bardolino è uno dei nomi storici dell’enologia nazionale, ma il posizionamento della denominazione in termini di livello di percezione qualitativa non sembra attualmente consono alla sua storicità.
Nel complesso, la denominazione appare chiusa in se stessa, con evidenti problemi di comunicazione.
La stessa nascita della docg per il Bardolino Superiore non è stata percepita come reale elemento di novità e come stimolo propulsivo alla valorizzazione complessiva della produzione locale.
Il recente e repentino successo della tipologia Chiaretto rischia ora di de-focalizzare ulteriormente l’attenzione sulla versione in rosso della doc Bardolino.
Le tendenze
Nelle tendenze in atto nel mercato del vino sembrano configurarsi alcuni elementi di particolare interesse per la denominazione Bardolino.
I. il binomio vino territorio
Il binomio vino-territorio viene sempre più percepito come valore dai consumatori.
Attualmente, tale percezione appare lacunosa nel caso della denominazione Bardolino.
Si tratta di una carenza che assume connotati ancora più rilevanti se si considera l’ubicazione strategica dell’area, fra le più interessanti d’Italia sotto il profilo ambientale, storico e turistico.
Se l’assenza di una strategia di marketing territoriale rappresenta un primo importante limite per lo sviluppo della denominazione, una sua immediata impostazione potrebbe produrre prospetticamente risultati di particolare significatività.
II. la zonazione
Un elemento di rafforzamento delle politiche di marketing territoriale può pervenire dal progetto di zonazione posto in atto sul territorio del Bardolino.
L’opportuna selezione dei caratteri territoriali della denominazione può costituire un pre-requisito di fondamentale valore nell’ideazione di strategie di comunicazione configurate sull’intima interconnessione della denominazione con il proprio terroir.
III. i vini rossi
Un’ulteriore tendenza favorevole in atto presso il consumatore italiano è quella che conduce verso la scelta di vini rossi morbidi, abbastanza leggeri, digeribili, gradevoli da bere, qualitativamente sani (sono cioè preferiti i vini garantiti da un disciplinare, che ne attesta la qualità e la territorialità), facilmente abbinabili, a prezzi onesti e contenuti, legati alla tradizione.
Si tratta di uno skill ben configurato sui caratteri salienti del Bardolino, che tuttavia non vengono compiutamente percepiti dai consumatori.
Anche in questo caso si è pertanto in presenza di un palese difetto di comunicazione, colmabile con opportuni interventi strategici.
IV. i vini rosati
Paradossalmente, un incipiente fattore di criticità potrebbe pervenire da un’altra tendenza, attualmente favorevole al comparto locale: il successo dei vini rosati.
La tipologia Chiaretto della doc Bardolino è indubbiamente favorita da tale trend ciclico, ma anche in questo caso non è stata messa in atto una politica di comunicazione tale da evitare che la crescita d’attenzione sulla versione rosata del Bardolino comporti un errore di focalizzazione sulla denominazione nel suo insieme, snaturandone l’essenza di doc orientata alla produzione dei vini rossi coerenti con la tendenza sopra esposta.
Appare dunque opportuno valutare l’opportunità di una linea di comunicazione che rafforzi la percezione qualitativa della tipologia rosata senza configurare elementi di rischiosità per la tipologia vinificata in rosso.