martedì 27 novembre 2007

Nomi e cognomi

Siccome:
1. le elezioni per il rinnovo del consiglio del Consorzio del Bardolino sono state fissate per il 12 gennaio;
2. da fine agosto la situazione consortile è abbastanza ingarbugliata, visto che otto consiglieri su quindici hanno presentato la lettera di dimissioni, chiedendo al presidente, il conte degli Albertini di farsi da parte;
3. si è comunque deciso di tirare avanti con quelli che ci sono fino a nuove elezioni;
4. molti produttori bardolinisti mi chiedono - telefono e mail - di sapere quali siano i consiglieri dimissionari e quali invece quelli rimasti in carica;
5. le lettere di dimissioni non le ho, ma le posizioni mi sembrano abbastanza chiare;
6. fare nomi e cognomi non mi sembra faccia male a nessuno, anzi;
considerato tutto questo, i pro e i contro e via dicendo, e sperando di non far topiche clamorose, i nomi li faccio io.
Gli otto dimissionari, in ordine alfabetico (e fra parentesi c'è l'azienda d'appartenenza) sono i seguenti:
Mario Boni (Cantina Caorsa)
Giorgio Cristoforetti (Delibori)
Tiziano Delibori (Villabella)
Giancarlo Lenotti (Lenotti)
Emilio Pedron (Gruppo Italiano Vini)
Fabio Poggi (Giorgio Poggi)
Bruno Trentini (Cantina di Soave)
Fausto Zeni (Zeni).
I sette in carica sono:
Giuseppe degli Albertini (presidente del Consorzio di tutela)
Fulvio Benazzoli (Benazzoli)
Franco Cesari (Cesari)
Enrico Gaspari (Cantina di Castelnuovo del Garda)
Valentino Lonardi (Costadoro)
Giorgio Pizzolo (Enoitalia)
Agostino Rizzardi (Guerrieri Rizzardi).

domenica 25 novembre 2007

La superclassifica del Bardolino

Adesso che ho esaminato anche la guida Veronelli, dopo L'Espresso, Ais, Gambero Rosso-Slow Food e Luca Maroni, ecco che ho pronta la versione aggiornata della Superclassifica bardolinista, ottenuta utilizzando gli stessi criteri che Class adopera per La Guida delle Guide.
Ovviamente, va tenuto conto del fatto che non tutti i vini sono stati recensiti da tutte e cinque le guide prese in esame, e dunque nella semplice sommatoria dei voti sono penalizzati quelli che hanno avuto qualche recensione in meno: i distacchi fra la parte alta e quella bassa della classifica si motivano anche per questo.
Altrettanto ovvio è che sul punteggio finale incide anche sensibilmente la diversa tipologia di giudizio data dalle guide: Maroni e Veronelli usano un punteggio decimale, facilmente riportabile in decimi, L'Espresso usa i ventesimi, e anche qui si può abbastanza agevolmente tornare ai decimi, mentre il Gambero usa i bicchieri e l'Ais i grappoli, e questo rende un po' schematica l'attribuzione del punteggio decimale, facendo perdere quelle sfumature di giudizio che potrebbero rivoluzionare anche sensibilmente la graduatoria generale.
Prendetela dunque, questa Superclassifica, per quel che è, ossia il tentativo di mettere in rilievo quella ventina di bottiglie bardoliniste che in linea generale son piaciute di più alle giurie guidaiole.
Il podio è tutto dedicato al Superiore, il che fa un po' riflettere: la concentrazione paga ancora, evidentemente.
In testa c'è Zeni col Classico Superiore 2005, tallonato dal Superiore Munus di Guerrieri Rizzardi e dal Superiore di Corte Gardoni.
Primo fra i Bardolino d'annata è il Tacchetto 2006 di Guerrieri Rizzardi (in realtà, un paio di guide non citano il Tacchetto bensì, genericamente, un Bardolino Classico, ma ritengo plausibile che l'azienda abbia inviato a tutte le guide il suo crû, e non a tre il Tacchetto e ad altre due il base, per cui ho accorpato i voti), seguito, a pari merito, da Corte Gardoni e Le Fraghe.
Fra i Chiaretti, prime tre piazze rispettivamente a Corte Gardoni (che è dunque ben piazzato in classifica con tutti e tre i suoi Bardolino), Le Fraghe (che va dunque bene con entrambe le sue tipologie bardoliniste: non fa il Superiore) e Cavalchina (che ha in graduatoria anche il Superiore).
Ottime prove anche per Lenotti, col Superiore Le Olle quinto nella graduatoria generale, nonché per Le Tende, Giovanna Tantini e Valetti, tutti e tre con due vini nella top 20 (la Tantini non fa il Superiore, ed è dunque presente con l'intera produzione bardolinista). In classifica anche le aziende che fanno riferimento ad Emilio Pedron: ci sono il Cà Bordenis della Santi e Le Nogare della Bertani. L'outsider è Buglioni, produttore valpolicellista che ha vigne in terra bardolinista dalle parti di Bussolengo.
In tutto, fra i primi venti ci sono sei Superiori (che occupano però tutti e tre i primi gradini del podio), otto Bardolino d'annata e sei Chiaretti.
Bardolino Top 20
1. Bardolino Classico Superiore 2005 Zeni 40,85
2. Bardolino Classico Superiore Munus 2005 Guerrieri Rizzardi 40,40
3. Bardolino Superiore 2005 Corte Gardoni 40,20
4. Bardolino Classico Tacchetto 2006 Guerrieri Rizzardi 39,60
5. Bardolino Classico Superiore Le Olle 2005 Lenotti 39,50
6. Bardolino Superiore Santa Lucia 2005 Cavalchina 39,40
7. Bardolino Le Fontane 2006 Corte Gardoni e Bardolino 2006 Le Fraghe 39,30
9. Bardolino Chiaretto 2006 Corte Gardoni 38,55
10. Bardolino Classico Vigneto Cà Bordenis 2006 Santi 37,90
11. Bardolino Classico Superiore 2005 Valetti 33,40
12. Bardolino 2006 Giovanna Tantini 32,25
13. Bardolino Le Nogare 2006 Bertani 32,10
14. Bardolino Chiaretto Ròdon 2006 Le Fraghe 32,00
15. Bardolino Classico 2006 Le Tende 31,40
16. Bardolino Il Bardolino 2006 Buglioni 31,30
17. Bardolino Chiaretto 2006 Cavalchina 30,95
18. Bardolino Chiaretto Classico 2006 Valetti 30,40
19. Bardolino Chiaretto Classico 2006 Le Tende 30,40
20. Bardolino Chiaretto 2006 Giovanna Tantini 30,35

Il Superiore secondo la guida Veronelli

Terza puntata dell'analisi della valutazione delle tipologie bardoliniste secondo la guida I Vini di Veronelli, curata da Gigi Brozzoni e Daniel Thomases per Veronelli Editore. Ora tocca al Bardolino Superiore, e in questo caso la graduatoria vede come leader, alla pari, Corte Gardoni e Le Tende.
Ecco la graduatoria in ordine di punteggio (a parità di voto prevale nell'elenco l'ordine alfabetico).
Bardolino Superiore 2005 Corte Gardoni 87
Bardolino Classico Superiore 2005 Le Tende 87
Bardolino Superiore Santa Lucia 2005 Cavalchina 86
Bardolino Classico Superiore Autupnus 2005 Colle dei Cipressi 86
Bardolino Classico Superiore Munus 2005 Guerrieri Rizzardi 86
Bardolino Classico Superiore 2005 Zeni 86
Bardolino Superiore Sperona 2005 Giarola 85
Bardolino Classico Superiore 2005 Valetti 85
Bardolino Classico Superiore Terre di Cavagion 2005 Villabella 85
Bardolino Superiore Colline di Colà 2005 Bergamini 84
Bardolino Superiore Riflesso Rubino 2004 Corte Fornello 84
Bardolino Classico Superiore Le Olle 2005 Lenotti 84
Bardolino Superiore Campi regi 2005 Giorgio Poggi 84
Bardolino Superiore Podere Montemaggiore 2005 Gorgo 83

Il Bardolino secondo la guida Veronelli

Dopo il Chiaretto, continuo con l'esame della valutazione delle tipologie bardoliniste secondo la guida I Vini di Veronelli, curata da Gigi Brozzoni e Daniel Thomases per Veronelli Editore.
Adesso eccoci al Bardolino. I migliori, in questo caso, sono quattro: Buglioni, Guerrieri Rizzardi (il Tacchetto), Giovanna Tantini e Tenuta Valleselle.
Annoto che il Bardolino della Tantini è riportato in questa categoria, anche se sulla guida Veronelli figura indicato come Superiore: si tratta evidentemente di una svista dei curatori veronelliani, perché l'azienda in realtà non produce il docg.
Ecco graduatoria e punteggi centesimali (a parità di voto l'elenco è alfabetico per poroduttore).
Bardolino Il Bardolino 2006 Buglioni 87
Bardolino Classico Tacchetto 2006 Guerrieri Rizzardi 87
Bardolino 2006 Giovanna Tantini 87
Bardolino Classico Pieve San Vito 2006 Tenuta Valleselle 87
Bardolino Le Nogare 2006 Bertani 86
Bardolino Le Fontane 2006 Corte Gardoni 86
Bardolino Classico 2006 Santa Sofia 86
Bardolino Classico 2006 Valetti 86
Bardolino 2006 Cavalchina 85
Bardolino Classico 2006 Colle dei Cipressi 85
Bardolino 2006 Le Fraghe 85
Bardolino Classico Vigna Le Giare 2006 Lenotti 85
Bardolino Classico 2006 Valerio Zenato 85
Bardolino Torre del Falasco 2006 Cantina Valpantena 84
Bardolino Classico Santepietre 2006 Lamberti 84
Bardolino Classico 2006 Giorgio Poggi 84
Bardolino Classico Cà Bordenis 2006 Santi 84
Bardolino Classico Vigne Alte 2006 Zeni 84
Bardolino Classico Val dei Molini 2006 Cantina di Custoza 83
Bardolino 2006 Gorgo 83
Bardolino Classico Vigna Morlongo 2006 Villabella 83
Bardolino Colline di Colà 2006 Bergamini 82
Bardolino Classico 2006 Le Tende 82

Il Chiaretto secondo la guida Veronelli

Dopo L'Espresso, Duemilavini dell'Ais, Gambero Rosso-Slow Food e Luca Maroni, eccomi ad esaminare l'esito delle tre tipologie bardoliniste sulla guida I Vini di Veronelli, curata da Gigi Brozzoni e Daniel Thomases per Veronelli Editore.
Comincio col Bardolino Chiaretto, annotando come in testa alla graduatoria, con una valutazione di 86 centesimi, figurino le bottiglie chiarettiste della Cavalchina e delle Fraghe.
Ecco classifica e punteggio (a parità di voto ho messo le aziende in ordine alfabetico).
Bardolino Chiaretto 2006 Cavalchina 86
Bardolino Chiaretto Rodon 2006 Le Fraghe 86
Bardolino Chiaretto 2006 Corte Fornello 85
Bardolino Chiaretto 2006 Corte Gardoni 85
Bardolino Chiaretto 2006 Giovanna Tantini 85
Bardolino Chiaretto Classico Vigne Alte 2006 Zeni 85
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Colle dei Cipressi 84
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Le Tende 84
Bardolino Chiaretto 2006 Monte del Frà 84
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Santa Sofia 84
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Valetti 84
Bardolino Chiaretto Classico Pozzo dell'Amore 2006 Villabella 84
Bardolino Chiaretto 2006 Bergamini 83
Bardolino Chiaretto Saint Valery 2006 Giarola 83
Bardolino Chiaretto 2006 Gorgo 83
Bardolino Chiaretto 2006 Giorgio Poggi 83
Bardolino Chiaretto Classico Vigna Le Giare 2006 Lenotti 82

sabato 24 novembre 2007

Consorzio: si vota il 12 gennaio

Adesso la corsa alla successione al conte Giuseppe degli Albertini nella guida del Consorzio di tutela del Bardolino è entrata nel vivo. È stata infatti decisa la data di votazione per il rinnovo del consiglio consortile bardolinista: si vota il 12 gennaio.
Nelle prossime settimane confiderei di riuscire a dare qualche informazione sui movimenti pre-elettorali. Tornando magari a fare il totopresidente.

Le Nogare Bertani: rebus risolto

In un mio precedente post chiedevo un aiuto per risolvere un rebus: che vino fosse il 2006 Le Nogare della Bertani. Il dubbio nasceva dal fatto che sulle guide de L'Espresso (14/20 di valutazione) e di Luca Maroni (indice di piacevolezza 80) veniva recensito come Bardolino Superiore, mentre l'Ais lo citava come Bardolino doc (tre grappoli di valutazione). Ebbene: ha ragione l'Associazione Italiana Sommelier, perché Le Nogare è un Bardolino doc. La dizione esatta è dunque Bardolino doc Le Nogare 2006 Bertani.
In realtà, in origine con lo stesso nome usciva il Bardolino Superiore della Bertani. La vinificazione avveniva infatti allora direttamente nella zona di produzione. Dopo che questa celebre azienda amaronista ha deciso di concentrare nelle sue cantine di Grezzana la lavorazione delle proprie uve, evidentemente, essendo Grezzana fuori della zona docg (è in Valpentena, a nord di Verona), non si poteva più essere utilizzata la docg, che prevede la vinificazione obbligatoria nell'area di origine.
A spiegarmi la situazione (grazie!) è stato l'ottimo enologo della Bertani, Cristian Ridolfi, prima telefonicamente e poi con alcune note via mail, di cui riporto qualche brano qui di seguito.
Ridolfi mi spiega che nella concezione della Bertani «le uve corvina, rondinella e molinara sono valorizzate al meglio se vinificate nella storica ma sempre moderna cantina di Grezzana", che rappresenta il cuore dell’azienda: lì infatti «anno dopo anno, vi è un continuo miglioramento dell’apparato tecnologico: rinnovo dell’impianto di pigiatura, dell’impianto di imbottigliamento, dei magazzini di affinamento, del laboratorio analisi, dei servizi di cantina (produzione gas inerte, alta capacità prduttiva delle frigorie e loro distribuzione) e della formazione del personale». Dunque, «le uve raccolte a piena maturazione sono portate nell’arco di un’ora, dentro a cassette o in cassoni di plastica da 200 kg, nella cantina di Grezzana, dove possiamo usufruire di tutti i mezzi e servizi più all’avanguardia per poter rispettare ed esaltare le caratteristiche delle uve».
Continua Ridolfi: «La scelta di vinificare solo a Grezzana l’abbiamo attuata sia per le uve prodotte nella zona del Garda (Custoza, Lugana e Bardolino), sia per quelle prodotte nella zona del Soave (la garganega per il Sereole, il pinot grigio e sauvignon blanc per il Velante e il Due Uve e lo chardonnay per Le Lave), sia per la Valpolicella, con la sola esclusione dell’Amarone Classico».
In particolare, per la produzione bardolinista «la scelta di vinificare l’uva proveniente dalla zona del Bardolino nella cantina di Grezzana - dice l'enologo della Bertani - non ci permette di mettere in etichetta la dicitura Classico Superiore docg, perché la cantina di Grezzana, anche se sita a pochi chilometri dalla zona del Bardolino, non è all’interno dell'area docg. Per questo motivo possiamo mettere in etichetta “solo” la dicitura Bardolino doc. Ma per noi - conclude Ridolfi - questo vino è sì Bardolino doc, ma soprattutto "Le Nogare", cioè le migliori uve provenienti dalla zona Bardolino doc Classico che vinificata nel cuore dell’attività Bertani diventa "il Bardolino", e le sua qualità organoletiche sono sempre di più riconosciute non solo dai giornalisti del settore, ma soprattutto dai nostri clienti».
Visto che ci sono, e che Ridolfi me le ha inviate, aggiungo qui di seguito due note prese dalla scheda tecnica.
Vitigni: Corvina Veronese 60%, Rondinella 30%, Molinara 10%. Le viti sono allevate a pergola veronese a 3.000 ceppi/ha, e a spalliera, metodo guyot, a 5000 ceppi/ha.
Zona di produzione: Colline moreniche della costa orientale del Lago di Garda, nel Comune di Bardolino e Palazzolo di Sona. Il terreno è di origine morenica, quasi ghiaioso.

A proposito del Munus

Quasi in contemporanea alla pubblicazione del mio post nel quale dicevo che era il Bardolino Superiore Munus 2005 di Guerrieri Rizzardi il leader di quella sorta di superclassifica bardolinista che veniva fuori mettendo insieme i giudizi delle guide dell'Ais, dell'Espresso e di Slow Food-Gambero Rosso, dall'azienda in questione mi arrivava un comunicato stampa relativo proprio a questo vino.
Nello spirito del "riceviamo e volentieri pubblichiamo" che è tipico dei giornali, il comunicato lo riporto qui di seguito, ritenendo di possibile interesse sapere come sia nato e cosa voglia significare quel curioso nome: Munus.
Ecco il comunicato:
Munus, un vino che si porge come un dono
L’aspirazione di Munus è il “ritorno alle origini” del Bardolino, la rivalutazione di un vino che attinge ad una storia secolare e di un territorio con condizioni ottimali per la viticoltura. “Con vecchi ceppi e rese basse, l’entroterra gardesano dimostra di potere dare vini di personalità, eleganti, corposi e dal bouquet complesso. Il territorio, se bene interpretato, dà grandi risultati!” così pensa Giuseppe Rizzardi, responsabile per la viticoltura e l’enologia della Guerrieri Rizzardi.
Il nome deriva da uno dei vigneti di provenienza, che era definito già al tempo dei romani “Fontis vinae munus” (munifica sorgente di vino). Ben esposto e su terreni di pregio, si trova in località Pozzo, su una collina che declina verso Bardolino, creando una sintesi perfetta tra terra e lago. Le vigne di Corvina (65%), Merlot, Rondinella e Sangiovese, ben allineate in filari disposti da nord ovest a sud est, hanno il loro sfondo naturale in una cornice di olivi color giada.
Munus è un Bardolino superiore classico docg, una “cuvée”, una selezione delle migliori uve dai vigneti di Cavaion e Bardolino. È elegante e complesso, possente, di buon corpo, avvolgente, con profumi vinosi intensi, note fruttate e speziate. La sua persistenza è sostenuta da una piacevole freschezza.
Un vino generoso che fa dono di sé. Questo concetto è sottolineato dall’immagine in etichetta dell’Osella d’argento, moneta-medaglia voluta dal doge Francesco Loredan (1685-1762) nell’ottavo anno del suo dogato (1759), su cui è incisa la parola Munus (dono): francis lauredani principis munus.
Questo vino è nato nel 1999, per festeggiare il centenario della nascita di mia zia, la contessa Claudia Loredan, la quale è stata la vera artefice della riserva: in effetti se lo faceva riservare nella nostra cantina, originando così una produzione di gran pregio e in piccole quantità”. Questi i ricordi della Contessa Maria Cristina Rizzardi.

mercoledì 21 novembre 2007

Bertani 1968

Mentre attendo ancora di capire che cosa sia accaduto nelle degustazioni delle varie guide con Le Nogare 2006 della Bertani, ecco che di questa storica casa amaronista di Grezzana (sede) & Arbizzano (villa Novare: un gioiello) ho trovato in vendita sull'edizione tedesca di eBay una piccola rarità: una bottiglia di Bardolino Superiore del 1968, l'anno di nascita della denominazione d'origine controllata.
Il Superiore, lo si sa, è diventato docg dal 2001: prima era ricompreso come tipologia nel disciplinare doc, e probabilmente era meglio che le cose stessero così, ma questa è solo un'idea mia.
Intanto, la doc bardolinista s'appresta a diventar quarantenne, ma non si parla di festeggiamenti ancora (e forse in terra di Bardolino non c'è tanta voglia di far festa di questi tempi). Per conto mio, ho cercato di dir qualcosa in un convegno sulla "Quarantesima vendemmia" e di far parlare insieme qualche produttore, e l'esito non m'è sembrato malvagio.
Aspetto di vedere come vanno le cose col rinnovo consortile: il nuovo consiglio spero proprio trovi modo di far sì che il quarantennale del Bardolino sia occasione di festa. Sperare è lecito. Anche se chi vive sperando...

martedì 20 novembre 2007

Un'autocitazione

La collega Lucia Vesentini mi ha intervistato per Verona Fedele, il settimanale della Diocesi di Verona: e già, si parla di wine & food anche lì. Abbiamo discusso di enogastronomia veronese. Mezza pagina.
Mi autocito, adesso, da quell'intervista, perché vi accenno anche al tema vino.
Ecco, qui sotto, domanda (di Lucia) e risposta (mia).
Se le dico: tradizione enogastronomica veronese, lei a cosa pensa?
"Verona ha una cultura gastronomica piuttosto univoca, se escludiamo il Garda e il suo pesce. Penso agli umidi, cioè alla pastissada de caval e ai brasati in genere, e soprattutto ai bolliti. In tema di vini poi la nostra città è molto fortunata. Se devo, scelgo il Bardolino, perché sono nato in quella zona. In questo preciso momento però credo che Soave esprima la punta qualitativa italiana perché il soave oggi è un vino assolutamente distinguibile con l'ingresso fruttato della garganega, l'acidità centrale e il finale secco e quasi rustico. Mi piacerebbe trovare la stessa distintività nell'Amarone ma al momento non è così".

lunedì 19 novembre 2007

Oplà, adesso il leader è Zeni

Appena detto che il Munus di Guerrieri Rizzardi era il leader della superclassifica delle guide, ed ecco che l'analisi dei voti attribuiti da Luca Maroni fa cambiare la graduatoria: in testa, considerando ora oltre ai voti attribuiti da Ais, L'Espresso, Slow Food-Gambero Rosso anche quelli assegnati da Maroni, balza il Superiore 2005 dei Fratelli Zeni.
Di seguito la nuova classfica dei top 10 bardolinisti, con relativo punteggio decimale ottenuto secondo i criteri adottati da Class con la sua Guida delle Guide.
Da notare che nelle prime dieci posizioni ci sono ben sei Superiori docg (e Valetti è nella top 10 pur essendo stato recensito solo da tre delle quattro guide esaminate: su L'Espresso non compare).
Le Fraghe è sempre in testa ai Bardolino d'annata, Corte Gardoni primeggia fra i Chiaretti (l'unico della top 10).
1. Bardolino Classico Superiore 2005 F.lli Zeni 32,25
2. Bardolino Classico Superiore Munus 2005 Guerrieri Rizzardi 31,80
3. Bardolino Superiore 2005 Corte Gardoni 31,50
4. Bardolino Classico Superiore Le Olle 2005 Lenotti 31,10
5. Bardolino 2006 Le Fraghe 30,90
6. Bardolino Superiore Santa Lucia 2005 Cavalchina 30,80
7. Bardolino Le Fontane 2006 Corte Gardoni 30,70
8. Bardolino Chiaretto 2006 Corte Gardoni 30,05
9. Bardolino Classico Vigneto Cà Bordenis 2006 Santi 29,50
10. Bardolino Classico Superiore 2005 Valetti 24,90

domenica 18 novembre 2007

Help! Bertani e Le Nogare

Help!
Da qualche settimana vado riassumendo i punteggi attribuiti dalle varie guide alla produzione bardolinista.
Ho un dubbio rispetto alle Nogare 2006 della Bertani.
Che io sappia, Le Nogare è il nome del Superiore della celebre casa amaronista, e come tale lo censiscono sia L'Espresso (14/20 di valutazione) che Luca Maroni (indice di piacevolezza 80)
L'Ais, invece, su Duemilavini, lo dice semplicemente Bardolino (doc, quindi, e non docg), attribuendogli tre grappoli, il che lo inserirebbe fra i Bardolino di punta dell'annata.
Non se ne parla nella guida Slow Food - Gambero Rosso.
Chi si è sbagliato?
Altro dubbio. Sia L'Espresso che Maroni segnalano Le Nogare come Superiore 2006, il che sembrerebbe non quadrare, visto che le degustazioni si sono svolte in genere fra maggio e luglio (e comunque in ottobre i volumi erano già in libreria o in stampa), mentre il Superiore 2006 è in commercio, per disciplinare, da novembre. Che si sia trattato di bottiglie fatte provare in anteprima? Sarebbe utile saperlo, perché in questo caso credo che qualche mese in più d'affinamento in vetro possa aver giovato al vino, e dunque le valutazioni potrebbero anche esser riviste al rialzo.
Se in Bertani vogliono lasciarci due righe fra i commenti del post...

Il Superiore secondo Luca Maroni

E adesso, dopo Chiaretto e Bardolino, eccoci al Superiore secondo il parere di Luca Maroni.
Avevo già annotato in un precedente post il fatto che fra gli 853 "vini frutto" della sua Guida dei Vini Italiani 2008 figurasse un Bardolino Superiore, quello dei Fratelli Zeni, che ha raggiunto la fatidica valutazione di 90 centesimi. Ed è dunque evidente che nella classifica dei Superiori in testa ci sia questo vino.
Ecco comunque qui di seguito l'elenco dei Superiori che figurano in guida, con l'indicazione dei rispettivi indici di piacevolezza (IP): gli Zeni staccano tutti, visto che il secondo è a quota 83 centesimi.
Devo aggiungere un paio di note.
La prima. Nella guida di Maroni, Guerrieri Rizzardi figura con un Bardolino Classico Superiore 2006 (IP 80) e con il Munus 2005 (IP 78), ma credo si tratti di un errore, perché l'azienda produce, che io sappia, un solo Superiore, il Munus appunto, di cui all'epoca degli assaggi delle guide era in commercio il 2005 (l'annata 2006 dei Superiori è in uscita da questo mese di novembre). Ritengo pertanto che il 2006 sia un Bardolino Classico doc, e fra questi l'ho indicato nel mio post.
Inserisco invece fra i Superiori il Montesalionze 2005 di Seiterre, che nella guida figura semplicemente come Bardolino: anche in questo caso ritengo si sia trattato di un errore di compilazione.
Bardolino Classico Superiore 2005 Zeni 90
Bardolino Superiore Santa Lucia 2005 Cavalchina 83
Bardolino Superiore 2005 Giarola 82
Bardolino Superiore Montesalionze Tenuta San Leone 2005 Seiterre 82
Bardolino Superiore Podere Monte Maggiore 2005 Gorgo 81
Bardolino Superiore Le Olle 2005 Lenotti 81
Bardolino Superiore Campi Regi 2005 Giorgio Poggi 81
Bardolino Classico Superiore Le Nogare 2006 Bertani 80
Bardolino Superiore 2005 Corte Gardoni 80
Bardolino Classico Superiore Atupnus 2005 Colle dei Cipressi 79
Bardolino Classico Superiore 2005 Valetti 79
Bardolino Superiore Terre di Cavagion 2005 Villabella 79
Bardolino Classico Superiore Munus 2005 Guerrieri Rizzardi 78
Bardolino Superiore 2004 Villa Medici 78
Bardolino Classico Superiore 2005 Le Tende 77
Bardolino Superiore 2005 Corte Gioliare 76

Il Bardolino secondo Luca Maroni

Dopo aver riportato il giudizio sui Chiaretti, continuo nell'elencare le valutazioni che Luca Maroni ha attribuito alla produzione bardolinista sulla sua Guida dei Vini Italiani 2008.
Adesso tocca al Bardolino.
Qui sotto la graduatoria, con l'indicazione dell'indice di piacevolezza assegnato da Maroni.
Una nota: inserisco in graduatoria il Classico 2006 di Guerrieri Rizzardi, che in guida figura come Superiore (ma l'azienda ha come Superiore, che io sappia, il solo Munus) e non riporto fra i Bardolino d'annata il Montesalionze 2005 dei Seiterre, perché ritengo si tratti invece di un Superiore (e lo indicherò pertanto nel relativo post).
Bardolino 2006 Giovanna Tantini 83
Bardolino Classico Cà Vegar 2005 Cantina di Castelnuovo 82
Bardolino Le Fontane 2006 Corte Gardoni 82
Bardolino 2006 Gorgo 82
Bardolino Classico Vigneti di Cà Nova 2005 Sartori 82
Bardolino Tenuta San Leone 2006 Seiterre 82
Bardolino Classico Vigna Morlongo 2006 Villabella 82
Bardolino Vigne Alte 2006 Zeni 82
Bardolino 2006 Buglioni 81
Bardolino Classico Santepietre 2006 Lamberti 81
Bardolino 2006 Monte del Frà 81
Bardolino Classico 2006 Valerio Zenato 81
Bardolino 2006 Cavalchina 80
Bardolino Classico 2006 Guerrieri Rizzardi 80
Bardolino Classico 2006 Santa Sofia 80
Bardolino Classico Cà Bordenis 2006 Santi 80
Bardolino Classico 2006 Valetti 80
Bardolino Classico 2006 Corte Sant'Arcadio 79
Bardolino Classico Tacchetto 2006 Guerrieri Rizzardi 79
Bardolino 2006 Le Fraghe 78
Bardolino Classico 2006 Corte Gioliare 78
Bardolino Classico Pieve San Vito 2006 Tenuta Valleselle 78
Bardolino Classico 2006 Colle dei Cipressi 77
Bardolino Classico 2006 Le Tende 77
Bardolino 2006 Menegotti 77

Il Chiaretto secondo Luca Maroni

Dopo L'Espresso, l'Ais e Slow Food-Gambero Rosso, prendo in esame la Guida dei Vini Italiani 2008 di Luca Maroni, teorico del vino frutto.
A ciascun vino assaggiato (nell'introduzione della guida si dichiara: "Le degustazioni sono effettuate unicamente da Luca Maroni, sue le valutazioni di tutti i vini") viene attribuito un indice di piacevolezza (IP), così definito: "Indice centesimale ottenuto sommando i punteggi in trentareesimi attribuiti a ciascuno dei tre parametri che determinano la piacevolezza di qualsiasi vino (consistenza, equilibrio, integrità).
In questo post e nei tre successivi riassumo gli IP delle bottiglie bardoliniste, cominciando col Chiaretto.
Ecco di seguito la graduatoria, con l'IP di ciascun vino.
Bardolino Chiaretto 2006 Giorgio Poggi 83
Bardolino Chiaretto 2006 Monte del Frà 82
Bardolino Chiaretto Pozzo dell'Amore 2006 Villabella 82
Bardolino Chiaretto Vigne Alte 2006 Zeni 82
Bardolino Chiaretto 2005 Cavalchina 81
Bardolino Chiaretto 2006 Gorgo 81
Bardolino Chiaretto Vigna Le Giare 2006 Lenotti 81
Bardolino Chiaretto 2006 Giovanna Tantini 81
Bardolino Chiaretto 2006 Valerio Zenato 81
Bardolino Chiaretto Val dei Molini 2006 Cantina di Custoza 79
Bardolino Chiaretto Rodon 2006 Le Fraghe 79
Bardolino Chiaretto 2006 Corte Gardoni 78
Bardolino Chiaretto Saint Valery 2006 Giarola 78
Bardolino Chiaretto Tenuta San Leone 2006 Seiterre 78
Bardolino Chiaretto 2006 Colle dei Cipressi 77
Bardolino Chiaretto 2006 Menegotti 77
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Santa Sofia 77
Bardolino Chiaretto 2006 Corte Sant'Arcadio 76
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Guerrieri Rizzardi 76
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Le Tende 75
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Valetti 75
Bardolino Chiaretto 2006 Corte Gioliare 74

sabato 17 novembre 2007

In testa c'è il Munus

Ho provato a fare un esercizio. Ho messo insieme le tre guide di cui ho già elencato le valutazioni dei Bardolino, ossia L'Espresso, Ais e Gambero Rosso - Slow Food. Ho ricondotto i rispettivi giudizi ad un punteggio decimale, secondo quanto fa annualmente Class con La Guida delle Guide. Ho fatto la somma dei vari punteggi. Ho considerato alla fine le sole bottiglie che siano state recensite da tutte e tre le guide. Ed ho stilato una sorta di superclassifica.
Qui di seguito vedrete che cosa ne è uscito.
Al primo posto assoluto c'è il Munus, il Superiore di Guerrieri Rizzardi.
Miglior Chiaretto quello di Corte Gardoni.
Miglior Bardolino d'annata quello delle Fraghe.
Per quel che, ovviamente, può valere un test del genere.
Ecco la classifica (accanto al nome del vino c'è il punteggio totale).
1. Bardolino Classico Superiore Munus 2005 Guerrieri Rizzardi (punti 24)
2. Bardolino Superiore 2005 Corte Gardoni (23,5)
3. Bardolino Classico Superiore 2005 F.lli Zeni (23,25)
4. Bardolino 2006 Le Fraghe (23) e Bardolino Classico Superiore Le Olle 2005 Lenotti (23)
5. Bardolino Le Fontane 2006 Corte Gardoni (22,5) e Bardolino Superiore Santa Lucia 2005 Cavalchina (22,5)
6. Bardolino Chiaretto 2006 Corte Gardoni (22,25)
7. Bardolino Classico Vigneto Cà Bordenis 2006 Santi (21,5)

Chi era costui 3: Conti Neri

Terzo avvistamento in rete di un Bardolino a me sconosciuto. Stavolta sull'edizione tedesca di eBay ho trovato in vendita a 1.200 euro totali ben 300 bottiglie del Bardolino Chiaretto Classico 2006 Conti Neri, marchio che - scusate l'ignoranza - non avevo fin qui mai sentito nominare. L'etichetta è semplice, ma elegante (complimenti al grafico) e riporta un logo circolare - una specie di bollo - su cui si legge Feudo di San Vito Tenimenti dei Conti Neri. Una rapida ricerca su internet mi ha fatto risalire alla famiglia Biscardo, che commercializza con l'etichetta Conti Neri anche un un Prosecco e un Valpolicella Ripasso. Da un'altra pagina web relativa proprio al Prosecco, eccomi risalire alla Tenimenti Associati, una srl con sede a Soave. Trovato!
Altro Bardolino extra moenia venduto sui mercati esteri, dunque. Quanti saranno? Uno di questi giorni passo in Consorzio e vedo di farmi dare l'elenco degli imbottigliatori. E poi, se va bene, qualcheduno di questi vini riesco anche ad assaggiarlo.

domenica 11 novembre 2007

Difetti di comunicazione?

La scorsa primavera, il Consorzio di tutela del Bardolino, attraverso la commissione che doveva occuparsi di promozione (e che poi mi pare si sia arenata, anche a seguito delle fratture interne al Consiglio), mi aveva chiesto di provare a tracciare qualche idea in tema di comunicazione. Perché è chiaro che qualcosa non va nella percezione del vino bardolinista.
Provai a stilare il mio compitino. Ma poi non se n'è fatto più nulla: toccherà ad altri scovare il bandolo della matassa.
Proprio perché non se n'è fatto niente, credo possa essere comunque di qualche interesse riportare qui di seguito la parte iniziale della traccia che avevo predisposto. Magari sembreranno cose ovvie. Ma a volte mettere in fila le ovvietà aiuta alla riflessione.
Ecco il testo.
Lo scenario
Quello del Bardolino è uno dei nomi storici dell’enologia nazionale, ma il posizionamento della denominazione in termini di livello di percezione qualitativa non sembra attualmente consono alla sua storicità.
Nel complesso, la denominazione appare chiusa in se stessa, con evidenti problemi di comunicazione.
La stessa nascita della docg per il Bardolino Superiore non è stata percepita come reale elemento di novità e come stimolo propulsivo alla valorizzazione complessiva della produzione locale.
Il recente e repentino successo della tipologia Chiaretto rischia ora di de-focalizzare ulteriormente l’attenzione sulla versione in rosso della doc Bardolino.
Le tendenze
Nelle tendenze in atto nel mercato del vino sembrano configurarsi alcuni elementi di particolare interesse per la denominazione Bardolino.
I. il binomio vino territorio
Il binomio vino-territorio viene sempre più percepito come valore dai consumatori.
Attualmente, tale percezione appare lacunosa nel caso della denominazione Bardolino.
Si tratta di una carenza che assume connotati ancora più rilevanti se si considera l’ubicazione strategica dell’area, fra le più interessanti d’Italia sotto il profilo ambientale, storico e turistico.
Se l’assenza di una strategia di marketing territoriale rappresenta un primo importante limite per lo sviluppo della denominazione, una sua immediata impostazione potrebbe produrre prospetticamente risultati di particolare significatività.
II. la zonazione
Un elemento di rafforzamento delle politiche di marketing territoriale può pervenire dal progetto di zonazione posto in atto sul territorio del Bardolino.
L’opportuna selezione dei caratteri territoriali della denominazione può costituire un pre-requisito di fondamentale valore nell’ideazione di strategie di comunicazione configurate sull’intima interconnessione della denominazione con il proprio terroir.
III. i vini rossi
Un’ulteriore tendenza favorevole in atto presso il consumatore italiano è quella che conduce verso la scelta di vini rossi morbidi, abbastanza leggeri, digeribili, gradevoli da bere, qualitativamente sani (sono cioè preferiti i vini garantiti da un disciplinare, che ne attesta la qualità e la territorialità), facilmente abbinabili, a prezzi onesti e contenuti, legati alla tradizione.
Si tratta di uno skill ben configurato sui caratteri salienti del Bardolino, che tuttavia non vengono compiutamente percepiti dai consumatori.
Anche in questo caso si è pertanto in presenza di un palese difetto di comunicazione, colmabile con opportuni interventi strategici.
IV. i vini rosati
Paradossalmente, un incipiente fattore di criticità potrebbe pervenire da un’altra tendenza, attualmente favorevole al comparto locale: il successo dei vini rosati.
La tipologia Chiaretto della doc Bardolino è indubbiamente favorita da tale trend ciclico, ma anche in questo caso non è stata messa in atto una politica di comunicazione tale da evitare che la crescita d’attenzione sulla versione rosata del Bardolino comporti un errore di focalizzazione sulla denominazione nel suo insieme, snaturandone l’essenza di doc orientata alla produzione dei vini rossi coerenti con la tendenza sopra esposta.
Appare dunque opportuno valutare l’opportunità di una linea di comunicazione che rafforzi la percezione qualitativa della tipologia rosata senza configurare elementi di rischiosità per la tipologia vinificata in rosso.

19 novembre: Schiave, Groppello e Bardolino

Vabbé, le guide non interessano a tutti, e c'è anche chi, qualche volta magari un po' snobisticamente, dice che non le guarda nemmeno.
Però c'è da rifletterci - credo - se vini che hanno storie e immagini pregresse simili a quelle del Bardolino, come le Schiave (intendo quelle altoatesine) e il Groppello (sponda bresciana del lago) adesso arrivano anche alla finale per i tre bicchieri della guida del Gambero Rosso e di Slow Food. E il Bardolino invece no.
Allora, per cominciare proprio a far questo, rifletterci, nell'ambito delle degustazioni che allestisco settimanalmente alla Taverna Kus di San Zeno di Montagna (sono gli appuntamenti di InternetGourmet e Slow Food del Garda Veronese), lunedì 19 novembre metto a confronto, appunto, qualche Bardolino, qualche Vernatsch e qualche Groppello. E vedremo cosa ne viene fuori.
Le prenotazioni sono aperte solo ai produttori. Che troppo poco si trovano attorno ad un tavolo ad assaggiare criticamente. Qualcuno deve pur cominciare a dargliene occasione. Comincio io.

sabato 10 novembre 2007

Il Veneto in chiaro-scuro

È uscito il numero 30 (novembre) di Slowfood, il periodico del movimento di Slow Food. Nella sezione Slowine si parla di Vini d'Italia 2008, la guida che l'associazione della chiocciolina edita in partnership con il Gambero Rosso. Viene tracciato un ritratto di ciascuna regione italiana. Ed a parlare del Veneto è Nicola Frasson, responsabile regionale della guida. Il titolo è: Una foto in chiaro-scuro.
"Il Veneto - incomincia così l'intervento di Nicola - , terra che del vino ha fatto un alimento, terra generosa, anche se spesso a scapito della qualità, oggi si risveglia adulto, e mostra un volto nuovo e antico al contempo". Il testo continua più avanti dicendo così: "La fotografia è, però, ancora in chiaro-scuro, con le denominazioni più importanti - Valpolicella, Soave e Prosecco di Conegliano Valdobbiadene - che esprimono sempre vini di alto valore, in continua ascesa anche tra i gusti del mercato internazionale. In altre denominazioni, invece, si stanno vivendo crisi di identità, con vini che non riescono a districarsi in un mercato sempre più esigente e difficile da interpretare".
E qui ti viene in mente che, magari, fra le doc in fase critica ci possa essere anche il Bardolino. E infatti ecco che qualche riga dopo arriva la botta: "La sponda del lago di Garda è quella che esprime i contrasti più stridenti, con denominazioni, come Lugana, in grande spolvero, e altre, come Bardolino, che non riescono ad alzare la testa".
Analisi impietosa, ma, ahimè, corretta.

martedì 6 novembre 2007

I soliti amici?

I soliti amici: un lettore di questo blog, ovviamente anonimo (ci mancherebbe), mi accusa di parlare solo dei Bardolino dei "soliti amici". E finisce il suo messaggio con un minaccioso ed oscuro "capito?"
Be', no, non ho capito. Quali siano questi "amici", francamente non lo so. E comunque, se si tratta delle aziende il cui Bardolino ha trovato citazione nei vari post che ho pubblicato, be', fa piacere vedere che ho tanti amici.
Già, perché fin qui ho parlato, appena appena, dei seguenti produttori bardolinisti: Bertani, Manuele Bertoldi, Buglioni, Cà Bottura, Cà Licante, Canella, Cantina Caorsa, Cantina di Castelnuovo, Cantina di Custoza, Casaretti, Cavalchina, Chesini, Corone, Corte Fornello, Corte Gardoni, Corte Sant'Arcadio, Costadoro, Girardelli, Guerrieri Rizzardi, La Rocca, Lamberti, Le Fraghe, Le Tende, Lenotti, Meneghello, Antonio Menegotti, Monte del Frà, Monte Oliveto, Monte Saline, Albino Piona, Poggi, Raval, Dante Righetti, Enzo Righetti, San Leone, Santa Sofia, Santi, Sartori, Giovanna Tantini, Tinazzi, Tre Colline, Valetti, Villabella, Zeni. Sono più di quaranta! E spero di averli messi per bene in ordine alfabetico, sennò sai cosa può pensare qualcuno...
Certo, qualche azienda ha avuto parecchie più citazioni di altre, perché più recensita dalle guide e dalle testate specializzate, perché più presente in mostre, degustazioni, eventi. Ma se qualcosa mi sfugge dell'attività dei produttori bardolinisti, l'ho detto altre volte: me lo segnalino, e ne darò notizia. Che siano "amici" o no, non m'importa proprio un bel niente.
Quanto al recensire direttamente le bottiglie, fino ad ora non l'ho ancora fatto, ma tranquilli, intendo cominciare appena esce l'annata 2007. Unico problemuccio: raccogliere tutti i campioni. Ma conto di testarne parecchi. Di aziende conosciute e di piccoli vigneron.

Quattro Bardolino da Vino Quotidiano

Sono 4 i Bardolino premiati con l'Etichetta dalla settima edizione della Guida al Vino Quotidiano di Slow Food.
La pubblicazione, curata da Tiziano Gaia e Giancarlo Gariglio, recensisce vini disponibili in enoteca ad un prezzo mediamente inferiore agli 8 euro.
Per facilitare la consultazione, quest’anno all’interno di ogni regione le cantine sono elencate in ordine alfabetico e a ciascuna è dedicata una breve descrizione: solo nel caso in cui il vino meriti l’Etichetta, che contraddistingue le bottiglie dal rapporto qualità-prezzo particolarmente favorevole, c’è anche una descrizione organolettica.
Le cantine censite sono circa 2000, i vini che hanno ricevuto l’etichetta 540, e fra questi anche 4 Bardolino. Eccoli:
Bardolino 2006 Albino Piona
Bardolino Le Fontane 2006 Corte Gardoni
Bardolino 2006 Giovanna Tantini
Bardolino Classico 2006 Guerrieri Rizzardi.

lunedì 5 novembre 2007

Chi era costui 2: Palazzo Pisano

Su alcuni siti internet tedeschi (per esempio Belvini, da cui ho tratto la foto, oppure l'ottimo e fornitissimo C-un-D, presso il quale in passato ho comprato - e bene - vari Bordeaux di valore) ho trovato in vendita il Bardolino Palazzo Pisano. E qui m'è scattato il secondo "chi era costui?" dopo quello del Bardolino Ciccariello di cui ho già detto tempo fa.
Facendo una ricerca on line, ecco che (salvo errore) ho trovato l'imbottigliatore: le Cantine Minini Francesco & C di Verolanuova (Brescia), che non è esattamente area bardolinista. Una commerciale che imbottiglia anche, a quanto leggo, Chianti, Montepulciano d'Abruzzo, Frascati, Lambrusco, Lugana, Orvieto ed altro. E di cui fin qui non avevo mai sentito parlare (non si finisce davvero mai di imparare nel mondo del vino).
Ora, due note, in aggiunta.
La prima: tanto di cappello all'imprenditoria di questi negociant che riescono a piazzare i loro vini in mezzo mondo, prendendo qui e là dalle varie regioni italiane. E che permettono dunque indirettamente ai vinificatori e magari alle cantine sociali (è da queste realtà che in genere si riforniscono di vini in cisterna) di remunerare - almeno un po' - i viticoltori.
La seconda, e qui mi ripeto rispetto a quanto detto di Ciccariello: avrò mai la possibilità di assaggiarli, questi Bardolino extra moenia?

Vini d'Italia 2008: il Superiore

Ora tocca al Bardolino Superiore: ecco com'è andata sull'edizione 2008 di Vini d'Italia, la guida di Slow Food e del Gambero Rosso.
Una sola nota aggiuntiva: a fronte di 6 Bardolino da due bicchieri, sono solo 4 i Superiori che ottengono la stessa valutazione. Il futuro è... inferiore: torniamo alla doc e mettiamo da parte, almeno finché non lo ripenseremo, il Superiore docg?
2 bicchieri
Bardolino Superiore 2005 Corte Gardoni
Bardolino Classico Superiore 2005 F.lli Zeni
Bardolino Classico Superiore Munus 2005 Guerrieri Rizzardi
Bardolino Classico Superiore 2005 Valetti
1 bicchiere
Bardolino Superiore Santa Lucia 2005 Cavalchina
Bardolino Classico Superiore Le Olle 2005 Lenotti
Bardolino Superiore Campi Regi 2005 Giorgio Poggi

Vini d'Italia 2008: il Bardolino

E adesso il Bardolino. Il quadro che emerge dalla lettura delle schede di Vini d'Italia 2008, la guida di Slow Food e del Gambero Rosso, è tutto sommato positivo, con sei etichette che approdano ai 2 bicchieri: sono le bottiglie di Corte Gardoni, Guerrieri Rizzardi, Le Fraghe, Le Tende, Albino Piona e Giovanna Tantini.
Reputo interessante riportare, in particolare, quanto si legge nella scheda di Guerrieri Rizzardi (che ha ottenuto i 3 bicchieri per il secondo anno consecutivo con l'Amarone), a proposito del Tacchetto: "Ci fa enorme piacere - si legge - avere assaggiato il Tacchetto, un Bardolino di straordinaria finezza e tensione gustativa. All'aromaticità fine e variegata fa eco al palato un vino di buon corpo ma capace di rivelare grinta e leggerezza, sapidità e lungo finale. Un inno ai vini da bere e non da assaggiare". Interessante, ripeto: è questa la descrizione che mi piacerebbe incontrare più spesso del Bardolino: finezza e beva!
Di seguito i Bardolino in guida.
2 bicchieri
Bardolino Le Fontane 2006 Corte Gardoni
Bardolino Classico Il Tacchetto 2006 Guerrieri Rizzardi
Bardolino 2006 Le Fraghe
Bardolino Classico 2006 Le Tende
Bardolino 2006 Albino Piona
Bardolino 2006 Giovanna Tantini
1 bicchiere
Bardolino Classico 2006 F.lli Zeni
Bardolino 2006 Monte del Frà
Bardolino Classico 2006 Giorgio Poggi
Bardolino Classico Vigneto Cà Bordenis 2006 Santi
Bardolino Classico 2006 Valetti
Bardolino Classico Vigna Morlongo 2005 Villabella

Vini d'Italia 2008: il Chiaretto

Proseguo l'analisi dei risultati ottenuti dalle tre tipologie di Bardolino sulle guide di settore.
Dopo L'Espresso (ho elencato le valutazioni del Bardolino e del Superiore) e l'Ais (ho detto del Chiaretto, del Bardolino e del Superiore), eccoci adesso a Vini d'Italia 2008, edita da Slow Food e Gambero Rosso.
Comincio col Bardolino Chiaretto: in successivi post tratterò del Bardolino e del Superiore.
Al vertice della categoria chiarettista, con 2 bicchieri (su 3) c'è, in solitudine, il Chiaretto 2006 di Corte Gardoni.
2 bicchieri
Bardolino Chiaretto 2006 Corte Gardoni
1 bicchiere
Bardolino Chiaretto Classico Vigne Alte 2006 F.lli Zeni
Bardolino Chiaretto Ròdon 2006 Le Fraghe
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Le Tende
Bardolino Chiaretto 2006 Albino Piona
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Santa Sofia
Bardolino Chiaretto 2006 Giovanna Tantini
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Valetti

venerdì 2 novembre 2007

Il Bardolino Superiore secondo l'Ais

Dopo aver detto del Bardolino e del Chiaretto, eccoci a vedere com'è andata al Bardolino Superiore sulla guida Duemilavini 2008 dell'Ais, Associazione Italiana Sommelier.
Solitario al vertice della graduatoria bardolinista con 4 grappoli di valutazione (su un massimo di 5) c'è il Bardolino dell'azienda agricola Valetti. La guida lo descrive così: "Limpido rosso rubino; naso che vira da note fruttate a sentori di erbe aromatiche. Al gusto risulta morbido e caldo, in buon equilibrio con tannino e sapidità".
Ecco di seguito il giudizio ottenuto dal Bardolino Superiore delle aziende recensite dall'Ais, evidenziando come nessun vino sia sotto i 3 grappoli.
4 grappoli
Bardolino Classico Superiore 2005 Valetti
3 grappoli
Bardolino Superiore Santa Lucia 2005 Cavalchina
Bardolino Superiore 2005 Corte Gardoni
Bardolino Classico Superiore 2005 F.lli Zeni
Bardolino Classico Superiore Munus 2005 Guerrieri Rizzardi
Bardolino Classico Superiore 2005 Le Tende
Bardolino Classico Superiore Le Olle 2005 Lenotti
Bardolino Classico Superiore Terre di Cavagion 2005 Villabella

Il Bardolino secondo l'Ais

Sono di Bertani, Guerrieri Rizzardi e Lenotti le tre migliori edizioni del 2006 del Bardolino secondo la guida Duemilavini 2008 dell'Ais, Associazione Italiana Sommelier. I loro vini hanno ottenuto 3 grappoli (la classificazione della guida va da 1 a 5).
Di seguito i risultati ottenuti dalle aziende bardoliniste recensite dalla guida.
3 grappoli
Bardolino Le Nogare 2006 Bertani
Bardolino Classico 2006 Guerrieri Rizzardi
Bardolino Classico Vigna Le Giare 2006 Lenotti
2 grappoli
Bardolino Il Bardolino 2006 Buglioni
Bardolino Le Fontane 2006 Corte Gardoni
Bardolino Classico Santepietre 2006 Lamberti
Bardolino 2006 Le Fraghe
Bardolino Classico 2006 Le Tende
Bardolino Classico 2006 Lenotti
Bardolino Classico Vigneto Cà Bordenis 2006 Santi

Il Bardolino Chiaretto secondo l'Ais

È in libreria l'edizione 2008 di Duemilavini, la guida dell'Ais, l'Associazione Italiana Sommelier, edita da Bibenda.
La classificazione dei vini va da 1 a 5 grappoli.
Vediamo com'è andata al Bardolino Chiaretto (in successivi post vedremo il Bardolino e il Superiore). In testa, con 3 grappoli, ci sono il Ròdon delle Fraghe di Matilde Poggi e il Pozzo dell'Amore di Villabella.
3 grappoli
Bardolino Chiaretto Ròdon 2006 Le Fraghe
Bardolino Chiaretto Classico Pozzo dell'Amore 2006 Villabella
2 grappoli
Bardolino Chiaretto Il Balordo 2006 Buglioni
Bardolino Chiaretto 2006 Cavalchina
Bardolino Chiaretto 2006 Corte Gardoni
Bardolino Chiaretto 2006 Corte Sant'Arcadio
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Le Tende
Bardolino Chiaretto Classico 2006 Valetti

Et voilà, torna il Novello

Il Bardolino Novello fu il primo vino della tipologia ad avere la doc in Italia: accadde nel 1987. A vent'anni di distanza la moda dei vini novelli sembra essersi di molto attenuata.
Dal 9 all'11 novembre a Bardolino c'è la festa del Novello. Inutile, almeno ad oggi, cercare dettagli alla sezione "eventi" del sito del Comune di Bardolino. E allora, per gli amanti del genere, il programma lo fornisco io, preso dal depliant trovato in un'enoteca bardolinese.
Venerdì 9 novembre
ore 20.30 - Spettacolo "Aspettando il Bardolino Novello" - Teatro Corallo
ore 23.00 - Stappiamo la botte del primo Bardolino Novello - Piazza del Porto
Sabato 10 novembre
ore 10.00-22.00 - Mostra e degustazione guidata del Bardolino Novello - Piazza del Porto
ore 16.00-16.30 - Seminario degustazione del Bardolino Novello doc 2007 - Piazza del Porto
ore 20.00-22.00 - Musica dal vivo - Piazza del Porto
Domenica 11 novembre
ore 10.00-22.00 - Mostra e degustazione guidata del Bardolino Novello - Piazza del Porto
ore 15.00-15.30 - Seminario degustazione del Bardolino Novello doc 2007 - Piazza del Porto
ore 15.30-17.00 - Musica dal vivo - Piazza del Porto
ore 17.00 - Sfilata della Confraternita del Bardolino
ore 18.00-29.00 - Musica dal vivo - Piazza del Porto
Fin qui il cartellone. Ora, però, mi domando (e non capisco): che senso ha "aspettare il Bardolino Novello" la sera del 9 novembre e "stappare" la botte del Novello alle 11 di notte, quando il Novello è già in mescita dal 7 in qualunque bar, ristorante, enoteca ecc. che lo tenga a listino?
Finisco con l'elenco (sempre da depliant) delle aziende bardoliniste che fanno il Novello: Cantina di Castelnuovo del Garda, Cantina di Custoza, Cantina Caorsa, Casaretti, Giarola, Girasole, F.lli Zeni, Raval, Girardelli, Costadoro, Monte del Frà, Delibori, Il Pignetto, Monte Oliveto, Livio Fugatti.