sabato 31 maggio 2008

Zonazione: conferenza stampa in Provincia

Riporto un breve estratto del comunicato diramato dall'ufficio stampa della Provincia di Verona a seguito della conferenza di presentazione del Manuale d'uso della zonazione del Bardolino, svoltasi il 30 maggio.
"Questa mattina al palazzo Scaligero, l’assessore alle Politiche Agricole Dionisio Brunelli, il presidente del Consorzio Tutela Vino Bardolino Giorgio Tommasi, il docente universitario Enzo Corazzina hanno presentato il volume La zonazione del Bardolino-Manuale d’uso del territorio”.
Erano presenti anche il dirigente del servizio Agricoltura Giorgio Baroni, Andrea Vantini del Consorzio Tutela Vino Bardolino, Emanuele Tosi tecnico provinciale.
Assessore Brunelli: “La zonazione è una iniziativa regionale che la Provincia ha abbracciato con impegno e convinzione collaborando con i consorzi del territorio e lavorando a pieno regime nel laboratorio di San Floriano. Il lavoro ha premiato con una produzione che si differenzia territorialmente rendendo onore alle differenze”.
Il presidente Tommasi: “Per arrivare ai risultati contenuti nel volume - che sarà presentato nella Sagra del Chiaretto di Bardolino il 2 giugno - ci sono voluti praticamente tre anni di lavoro e raccolta dati; il quarto è stato dedicato alla sintesi dell’immenso materiale. Più che come pubblicazione scientifica il libro si configura quale manuale - nozioni corredate da pratiche - da utilizzare concretamente da parte dei viticoltori”.
Il docente Corazzina: “In quattro anni il rilevamento dati ha riguardato le coltivazioni di 16 comuni diversi sia come aree territoriali sia come tecniche di coltivazione. I fattori di produzione sono importanti per studiare i risultati delle diverse vinificazioni. Il ruolo dell’ambiente, del territorio, e del clima è fondamentale, come abbiamo potuto notare, su Corvina e Rondinella, i nostri vitigni più importanti. Gli interventi sono stati circa una decina nell’anno con incrementi nel periodo della vendemmia”.

venerdì 30 maggio 2008

Teatro Naturale parla della zonazione

Si parla della zonazione bardolinista e della presentazione del Manuale d'uso del territorio su Teatro Naturale, giornale enogastronomico on line diretto da Luigi Caricato.
"La piena maturità si raggiunge a quarantanni" scrive la testata, e dice che il compleanno lo si può festeggiare anche dedicandosi un libro: il Manuale, appunto.
"Questo manuale d’uso - si legge - sarà un ausilio concreto ai produttori del Bardolino, offrendo importanti indicazioni tecniche e agronomiche, orientando altresì il lettore nella scelta dei vitigni, dei cloni e dei portinnesti che meglio consentono di porre in luce le prerogative territoriali della produzione vinicola".

sabato 24 maggio 2008

Vanis Bruni è il nuovo presidente del Giv

Il Giv, il Gruppo Italiano Vini, che ha sede a Calmasino di Bardolino e che è tra i maggiori produttori della denominazione bardolinista, ha un nuovo presidente: è il modenese Vanis Bruni (nella foto), che è alla guida anche del Consorzio interprovinciale vini di Modena (il potente Civ&Civ, leader nella produzione di vini frizzanti: 1800 soci, 2300 ettari di vigneto).
Bruni succede a Rolando Chiossi, che resta comunque all’interno del Gruppo con la delega a presiedere le principali società controllate in Italia e nel mondo.
Conferma per l’amministratore delegato Emilio Pedron, che mantiene anche compiti e deleghe, e per il vicepresidente Corrado Casoli, presidente delle Cantine Riunite di Reggio Emilia.

venerdì 23 maggio 2008

Il Chiaretto con il sushi nei ristoranti Kiki

Una catena italiana di ristoranti giapponesi ha scelto il Bardolino Chiaretto come abbinamento ideale per il sushi e il sashimi. Ne dà notizia un articolo apparso sul sito di Vinibuoni d'Italia.
Nel pezzo si legge che "dopo le degustazioni operate sui vini selezionati dalla guida Vinibuoni d’Italia, i titolari della Catena Kiki hanno trovato esaltante l’abbinamento del Soave Vigneto La Capelina dell’azienda Franchetto di Roncà e il Bardolino Chiaretto di Lenotti di Bardolino, che hanno evidenziato le caratteristiche che venivano richieste, per definire una linea di vini che verrà distribuita con marchio ed etichetta della casa".
Spiega poi Vinibuoni che "il Bardolino Chiaretto ha evidenziato colore cerasuolo brillante, note fruttate di ciliegia e floreali al naso. Sentori di lampone in bocca dove si presenta morbido di medio il corpo con buona acidità, sapidità finale e lunga persistenza".

Rosachiaretto alle cantine Zeni il 31 maggio, 1 e 2 giugno

La cantina Fratelli Zeni di Bardolino propone, nelle giornate del 31 maggio, 1 e 2 giugno 2008, in occasione del week-end dedicato al Palio del Chiaretto, Rosachiaretto, una passeggiata all’interno delle sale del Museo del Vino raccontando i luoghi e la storia del Bardolino Chiaretto. Nella zona tecnica verranno illustrate le operazioni di vinificazione in rosa. L’area si trasformerà anche nell’insolita e originale sede della mostra di pittura ad acquerello sui luoghi, i colori e gli aromi del Bardolino Chiaretto. Dopo una sosta nel vigneto, si scenderà nella barricaia per la degustazione.
L'evento è riservato a visitatori individuali e a gruppi non superiori alle 10 persone. Ingresso e partecipazione gratuita.
Info e prenotazioni: tel. 045 7210022 la mattina dei giorni 31 maggio, 1 e 2 giugno.

Zonazione: arriva il manuale d'uso

Arriva il Manuale d’uso del territorio per i produttori del Bardolino. Lo presenta il Consorzio di tutela lunedì 2 giugno, alle ore 10.30, presso il municipio di Bardolino.
Il manuale è frutto del progetto di zonazione condotto negli ultimi anni nel territorio bardolinista.
La presentazione avverrà nel corso di un conveno che, dopo i saluti del sindaco Pietro Meschi, del presidente del Consorzio Giorgio Tommasi, degli onorevoli Corrado Callegari e Aldo Brancher, del presidente della Camera di Commercio Fabio Bortolazzi e dell’assessore provinciale Dionisio Brunelli, vedrà come relatori Attilio Scienza (Università degli Studi di Milano), Rodolfo Minelli (geologo), Luca Toninato (Ager), Enzo Corazzina (agronomo) e Riccardo Pastore (Agriprojects).
A me il compito (gradito ) di far da moderatore.
Ai presenti verrà omaggiata una copia del Manuale.
Di seguito la presentazione che ne fa il presidente del Consorzio di tutela, Giorgio Tommasi.
“La denominazione d’origine controllata del Bardolino è stata ufficializzata nel 1968. La scorsa vendemmia è dunque quella destinata a offrire il Bardolino con il quale brindare al quarantennale della doc. Il mercato del vino sembra avviarsi verso un periodo nel quale, attenuatasi l’enfasi sulle concentrazioni sopra le righe, sulla muscolosità fine a se stessa, sulla tannicità in rilievo, emerge un rinnovato interesse verso la bevibilità e la piacevolezza, ma anche, contestualmente, verso l’espressione dei caratteri di territorialità delle produzioni vinicole. In questo senso, il progetto di zonazione condotto nell’area del Bardolino potrà offrire la miglior base conoscitiva per valorizzare opportunamente i caratteri di terroir della riviera gardesana e del suo entroterra, che rappresentano un plusvalore di fondamentale importanza per il futuro della nostra denominazione. Questo manuale d’uso vuole essere di aiuto ai produttori del Bardolino, dando importanti indicazioni sia tecniche che agronomiche e aiutando nella scelta dei vitigni, dei cloni e dei portinnesti, in funzione della localizzazione del nuovo vigneto all’interno del territorio del Bardolino. Il progetto di zonazione del Bardolino, fortemente voluto dal precedente Presidente del Consorzio Giuseppe degli Albertini e dal Direttore uscente Giulio Liut, è stato realizzato con l’aiuto di Veneto Agricoltura e della Provincia di Verona, presso il cui Centro per la Sperimentazione in Viticoltura di San Floriano sono state effettuate le microvinificazioni. La zonazione rappresenta il punto di partenza verso l’identificazione delle macro e microaree omogenee che compongono il territorio del Bardolino, ognuna delle quali sarà caratterizzata da un particolare terreno, clima e caratteristiche dei vini ben identificabili per profumi e sapori unici di quella zona. L’individuazione di sei aree affini del territorio, infine, sarà un punto di forza per la nuova immagine del Bardolino che andremo a promuovere in futuro”.

30 maggio-2 giugno: a Bardolino c'è il Palio del Chiaretto

Si svolge a Bardolino dal 30 maggio al 2 giugno il Palio del Chiaretto edizione 2008.
Venerdì 30 maggio, nel pomeriggio, apertura dello stand istituzionale in Piazza del Porto, dedicato alla degustazione guidata del Bardolino Chiaretto. Aperta anche la mostra mercato a cura dei produttori di Bardolino. In serata, musica jazz con Enrico Peduzzi sul porto.
Sabato 31 maggio, seminari guidati sul vino. In serata musica in riva al lago con i Blood Orange.
Domenica 1 giugno, il palio dei dragon boat (imbarcazioni con la testa e la coda di drago, a 20 vogatori), esibizione degli sbandieratori. Nel parco di villa Carrara Bottagisio, musica e danza sul tema “Mina – La voce del silenzio”.
Lunedì 2 giugno, convegno “La zonazione del Bardolino – manuale d’uso del Territorio” presso il municipio di Bardolino. Nel pomeriggio, sfilata della confraternita del Bardolino e premiazioni dei migliori Chiaretti del 2007 con l’investitura di due nuovi ambasciatori del Chiaretto: la professoressa Albertina Cortese e l’attore Walter Nudo. La sera, concerto della Rugantino Band e di Marco Olivieri. Alle 23 i fuochi d’artificio sull’acqua.

mercoledì 21 maggio 2008

Cantine aperte: ecco le aziende bardoliniste

Domenica 25 maggio 2008 oltre mille aziende vinicole italiane aderenti al Movimento Turismo del Vino apriranno i battenti per la nuova edizione di Cantine Aperte.
Tre le aziende bardoliniste partecipanti:
Cà Bottura
Via San Colombano, 51 - 37010 Bardolino VR
Tel. 045-7211770 cell. 347-6244350
Monte Zovo
Località Zovo, 23 - 37013 Caprino Veronese VR
Tel. 045-7281301
Villabella
Loc. Cordevigo - 37010 Cavaion Veronese VR
Tel. 045-7236448

Tutti i Bardolino medagliati all'IWSC

Ho scritto ieri della medaglia guadagnata col Chiaretto Spumante da Villabella in Inghilterra all’International Wine & Spirit Competition, uno dei più prestigiosi concorsi enologici internazionali.
Oggi il sito internet della manifestazione riporta tutti i risultati della competizione.
E mi accorgo con piacere che di vini bardolinisti arrivati a medaglia ce ne sono altri.
Li elenco qui di seguito. Segnalando, in particolare, l'eccellente risultato della Cantina sociale di Custoza, che ha ottenuto la medaglia d'argento col Bardolino e quella di bronzo col Chiaretto: congratulazioni.
Medaglia d’argento
Bardolino Val dei Molini 2007 - Cantina di Custoza
Medaglia di bronzo
Bardolino Classico Ca' Vegar 2007 - Cantina di Castelnuovo del Garda
Bardolino 2007 - Delibori
Bardolino Chiaretto Val dei Molini 2007 - Cantina di Custoza
Bardolino Chiaretto Classico Selezione Vigne Alte 2007 - Zeni
Bardolino Chiaretto Spumante – Villabella

Il Chiaretto di Villabella medagliato in Inghilterra

Successi per un’azienda bardolinista all’International Wine & Spirit Competition, in Inghilterra: Villabella ha ottenuto la medaglia d'oro per l’Amarone Fracastoro 2001, la medaglia d’argento per il nuovo Villa Cordevigo Bianco 2006 e la medaglia di bronzo per l’altrettanto nuovissimo Bardolino Chiaretto Spumante.
Mica male davvero.
Complimenti a Delibori & Cristoforetti.

sabato 17 maggio 2008

Vini Buoni e la rinascita del Bardolino

Villa Cordevigo, a Cavaion, ha ospitato ieri sera un incontro dei produttori del Bardolino (ce n'erano una quarantina: bel segnale) con Mario Busso e Bernardo Pasquali, rispettivamente curatore nazionale e referente locale della guida Vini Buoni d'Italia, edita dal Touring Club Italiano.
Si sono assaggiati e commentati 12 Bardolino, provenienti un po' da tutta l'area della doc.
Sul suo web site L'Acino Parlante, Bernardo ha dato un resoconto dell'iniziativa.
Ora, al di là delle lusinghiere parole che ha speso per me, credo sia interessante rimarcare due o tre sue osservazioni. Che condivido assolutamente.
La prima: il colore. L'impressione generale è quella di una marcia indietro: stop alla ricerca delle forzature cromatiche con interventi "esterni" e libero spazio ai colori brillanti e mica tanto carichi delle corvine gardesane. Bene.
La seconda: l'identità territoriale. Il concetto l'ho scritto più volte, ma è bene ribadirlo ancora: che ci siano almeno due macroaree bardoliniste, quella più a nord, attorno a Bardolino, e quella più a sud, nella zona Sona-Sommacampagna-Valeggio, lo sosteneva già un secolo fa Giovanni Battista Perez. Ebbene, dai bicchieri la doppia identità salta fuori netta: più ciliegia a sud, più lampone e fragola a nord. Con la speziatura sempre ben presente. Il fatto - positivo - è che quest'identità comincia ad essere riconoscibile. "Finalmente - scrive Pasquali - si percepisce il terroir. Questa sì è stata una bella sorpresa!" Di nuovo bene.
Terzo: i profumi. Su 12 campioni, 9 avevano profumi piuttosto netti, mentre solo 3 erano in fase di riduzione. Una positiva "anomalia" rispetto al passato, quando si diceva che fosse inevitabile che le corvine gardesane andassero in riduzione dopo l'imbottigliamento. La pulizia sta diventano una matrice comune. Terza volta bene.
"C'è qualcosa di nuovo - scrive Pasquali - che sta nascendo e che sembra trovare un indirizzo corretto e illuminante per il futuro". Concordo. E incrocio le dita.
Poi, Bernardo conclude così: "Vi dico insomma che 5 o 6 vini meriterebbero la mia cantina di casa. Non è poco. Alcuni anni fa avrei fatto fatica a salvarne uno!"

domenica 11 maggio 2008

Una caipirinha al Bardolino

La caipirinha è uno di quei beveroni alcolici che impazzano nei locali di tendenza: un cocktail brasiliano a base di cachaça, lime, zucchero di canna e ghiaccio. E fin qui, nulla di particolare.
Senonché, in Brasile la caipirinha la fanno anche col Bardolino.
L'ho scoperto curiosando sul blog della Guia da Semana, un portale on line dedicato alla gastronomia, al cinema, ai locali notturni, ai luoghi turistici del Brasile.
Be', dicevo del blog: Marcelo Gaffa scrive a proposito di un locale che si chiama Divina Italia. E questo ristorante d'italica ispirazione si distingue per la sua caipirinha di vino rosso. "Non è una cosa comune presso gli altri locali - si legge - ma un mix di Valpolicella (o Bardolino) con lime, zucchero e ghiaccio è realmente molto buono".
Insomma: il Bardolino e il freddo vanno bene insieme, quando la temperatura, fuori, è bollente. Ricordiamocelo, nell'estate che si avvicina.
E che poi, caipirinha a parte, il Bardolino freddo stia benissimo con la cucina di pesce, l'ho già scritto: la pensano così anche i canadesi, che usano il rosso bardolinista a bassa temperatura per promuovere le loro specialità ittiche.

sabato 10 maggio 2008

Il Bardolino come l'Amarone: si può fare (finto) col kit!

Tempo fa sul mio web magazine InternetGourmet mi ero occupato con tre diversi articoli della faccenda di certi pseudo-Amaroni fai-da-te che si vendono in kit all'estero: voi comprate la scatoletta con gli ingredienti, li mescolate, e avete il vostro simil-vinone.
La prima volta avevo segnalato una serie di venditori on line di questa paccottiglia, poi avevo dato altre indicazioni ancora, e infine, con un terzo intervento, avevo detto che della faccenda era stato investito il ministero delle Politiche agricole, in modo che ci mettesse un freno (era stato il Consorzio del Valpolicella a sollecitare il ministro).
Commentavo che, comunque - come per La Settimana Enigmistica, che in testatina scrive orogliosa che "vanta innumerevoli tentativi di imitazione" -, si scopiazzano le griffe, i prodotti di lusso, e dunque questo era una specie di indiretta ulteriore conferma del successo internazionale dell'Amarone.
Ebbene: adesso anche il Bardolino può vantare il suo tentativo d'imitazione. Con tanto di kit fai da te.
Ovviamente, la questione è anche in questo caso forestiera. Canadese, per l'esattezza: sul negozio on line Grape Expectations Wine Emporium, che ha sede nella cittadina di Courtenay, ci ho trovato proprio il kit per farci il Bardolino.
Nel catalogo dei rossi da farsi in casa, per la mica tanto modica somma di 58,99 dollari, ci trovate l'occorrente per farci credo una trentina di litri di simil-Bardolino. Che è definito come un vino che ha "un sacco di frutto non complicato, croccante, con un retrogusto pulito".
Il kit - si legge - "è fatto esattamente con la giusta quantità del miglior succo d'uva della varietà prescelta e di concentrato di uva".
Oh, chiaro: c'è anche il kit dell'Amarone (anzi, più d'uno) e del Barolo e di un sacco di altri vini.

Il Bardolino? Freddo, col pesce: lo dicono i canadesi

Il Bardolino? Servitelo freddo, col pesce.
A dire il vero, io lo bevo così da sempre. Però adesso ad affermarlo con perentorietà sono i canadesi. Che - udite udite! - per lanciare la loro produzione ittica, propongono cucina di pesce col vino rosso servito freddo. E il vino rosso in questione è il Bardolino.
Lo leggo su Times & Transcript, testata on line del Canada orientale, nella provincia del New Brunswick , in un articolo di Robert Noël, sommelier dell'istituto per gli Alcolici e i Distillati della stessa provincia (un'istituzione pubblica che opera con propri punti vendita).
"Qualche settimana fa - si legge - il Dipartimento della Pesca e degli Oceani ha annunciato un accordo di collaborazione con l'Alcool New Brunswick Liquor per organizzare varie attività promozionali in una serie di eventi e di punti vendita dell'ANBL nel prossimo anno. L'obiettivo è quello di promuovere i migliori prodotti ittici che la provincia ha da offrire e di farli apprezzare in abbinamento con un grande bicchiere di vino. Per l'occasione, un certo numero di ricette è stato appositamente elaborato dallo chef Richard Chiasson".
Chiasson, tra l'altro, leggo che è direttore dell'Atlantic Culinary Institute del New Brunswick.
Ebbene, tra le sue ricette, ci sono una crema di cappa americana dell'Atlantico settentrionale (un connubio fra i tipici molluschi della zona, del formaggio piccante, delle verdure fresche e del pane francese alla griglia) e dei gamberetti del New Brunswick con pomodoro, bocconcini di formaggio e vinaigrette al basilico.
Interessanti gli abbinamenti proposti.
Col primo piatto, quello con le cappe americane, si suggeriscono o un bianco di corpo medio-alto (Bordeaux bianco, Borgogna, Chardonnay del Nuovo Mondo, Sauvignon Blanc affinato nel legno), oppure dei vini rossi leggeri con pochi tannini e buona acidità come il Gamay, il Pinot Noir, il Vapolicella e il Bardolino.
Con l'altra ricetta, quella dei gamberetti, un bianco fresco e leggero come Pinot Grigio, Soave, Pinot Bianco e Sauvignon, oppure dei rossi italiani leggeri e fruttati, serviti freddi, come Bardolino e Valpolicella.
Proprio ieri ho proposto al Consorzio del Bardolino di fare la stessa cosa: promuovere delle ricette estive di pesce col Bardolino servito freddo... Accidenti: al Consorzio devono esserci delle microspie del governo canadese, visto che da quelle parti la cosa l'hanno realizzata immediatamente.
Domando: devo farmi riconoscere i diritti d'autore?

domenica 4 maggio 2008

Verso un Bardolino di terroir?

Verso un Bardolino di terroir: è il suggerimento, l'invito o forse la speranza che una delle più note produttrici della zona, Matilde Poggi, titolare dell’azienda agricola Le Fraghe, affida ad una lunga intervista contenuta in un volume di recente pubblicazione: s’intitola «I Protagonisti», Delmiglio editore, collana Excellence book.
«La mia ambizione – dice Matilde - è di essere conosciuta per il Bardolino, in cui credo molto. Di vini buoni ce ne sono tantissimi; trovo però che il Bardolino abbia una sua piacevolezza molto significativa e per questo vorrei che venisse maggiormente considerato, anche attraverso una sempre più forte connotazione territoriale, chiaramente identificabile in ogni bottiglia. Il Bardolino comprende una zona molto ampia; sarebbe giusto che si iniziassero ad avere delle identificazioni di zona. Il nostro vino, per esempio, ha caratteristiche organolettiche diverse rispetto ad altre produzioni di Bardolino, proprio per il caratteristico microclima e per la composizione dei terreni di provenienza».
Il volume raccoglie quarantatrè storie di veronesi attivi nell’economia, nelle istuzioni, nell’industria, nell’agroalimentare, nel turismo. Nella sezione «In vino veritas» ci sono le interviste con Marilisa Allegrini, Stefano Inama, Matilde Poggi, Armando Castagnedi (Tenuta Sant’Antonio), Celestino Gaspari (Zymè).
Matilde parla del Bardolino. E sono interessanti alcune sue altre osservazioni.
Intanto, la motivazione che l’ha spinta a investire sul Bardolino, come prodotto simbolo della sua azienda agricola Le Fraghe: «Ho scelto da subito di valorizzare al massimo i miei vigneti, cercando di dare ai miei vini una conotazione fortemente territoriale, di valorizzare la mia uva, in particolar modo la corvina, che per il tipo di clima e di terreno di questa zona, presenta i caratteri più interessanti».
Poi, il fututo del Bardolino: «Oggi, in tempi di globalizzazione, credo che occorra rinserrare le fila con il contributo di tutti gli attori del territorio. Servirebbe un rilancio di tutta la filiera, a livello di consorzio».
C’è da crederci nel futuro bardolinista? «Mi sembra che in questi ultimi tempi – dice Matilde – se ne parli maggiormente, che si stia attraversando una fase di rinnovamento e che anche a livello consortile sia stato deciso di attuare delle politiche diverse, di promozione su tutto il territorio, un territorio bellissimo e molto conosciuto anche all’estero, che rappresenta sicuramente un aspetto vincente da sfruttare».