domenica 31 agosto 2008

Circuito Off n. 1: Anton Corbijn

Ha preso avvio ieri a Venezia la nona edizione di Circuito Off Venice International Short Film Festival, la rassegna internazionale del cortometraggio d'autore che si tiene sull’isola di San Servolo.
Il Bardolino, come ho già scritto in un precedente post, è il vino ufficiale dell'evento.
Il personaggio che vedete nella foto di questo post intento a stappare una magnum di Bardolino Chiaretto Spumante è Anton Corbijn, l'ospite d'onore della serata inaugurale del festival, che vedeva in programma la Qoob Masquerade, un mega party (durato fin quasi all'alba) nel nome di Qoob, il progetto multimediale tutto italiano nato dalla collaborazione tra Telecom Italia Media Broadcasting e Mtv Italia.
Fotografo e regista, dal 1985 Anton Corbijn ha ritratto prevalentemente personaggi del mondo dello spettacolo e della musica (Joy Division, Depeche Mode, U2, REM, John Lee Hooker, Brian Ferry, Rolling Stones, Nick Cave, Zucchero e tanti altri) per varie importanti riviste (Vogue, Rolling Stone, Harpers Bazaar, Elle, Glamour, Max) e per copertine di album.
Come regista ha girato decine di videoclip per Depeche Mode, Nirvana, Red Hot Chili Peppers, Joni Mitchell, Metallica, Naomi Campbell, U2, Nick Cave e altri ancora.
È stato premiato con un MTV Award per il video del brano dei Nirvana “Heart Shaped Box”.
Chi fosse curioso di saperne di più su Corbijn può visitare il suo sito internet.
Per quanto riguarda la foto di questo post, l'autore è Giulio Boem, che ringrazio.

Frecce tricolori e Festa dell'uva

Vedo dalle statistiche relative a BarDoc che tra le chiavi di ricerca che in questi giorni stanno portando visitatori a questo blog ci sono "frecce tricolori a Bardolino" e sue varianti e "festa dell'uva Bardolino" e altre dizioni simili.
Come servizio ai naviganti, ricordo che le Frecce tricolori voleranno sul cielo di Bardolino domenica 7 settembre nell'ambito del Bardolino Air Show, manifestazione aerea che ha un proprio sito internet su cui si possono trovare tutti i dettagli dell'evento (sabato 6 sono previsti i voli di prova).
Nell'ambito dell'Air Show, il Bardolino, come ho già scritto in un precedente post, sarà il vino ufficiale per le autorità ospiti al Lido Mirabello.
La settantanovesima edizione della Festa dell'uva e del vino Bardolino Classico doc si svolgerà invece a Bardolino dal 2 al 6 ottobre.
Sul sito della Promo Bardolino, l'istituzione del Comune di Bardolino che si occupa della realizzazione degli eventi turistici locali, leggo che la Festa dell'uva avrà, come sempre, gli stand sul lungolago Riva Cornicello e in Piazza del porto.
Previsti anche una mostra fotografica presso la barchessa Rambaldi in Via San Martino, le premiazioni del concorso per i migliori Bardolino dell'annata 2007, spettacoli musicali e folkloristici e uno spettacolo pirotecnico domenica 5 ottobre alle ore 23.

Valpolicella o Bardolino?

Il Chattanooga CityScope è un magazine americano: Chattanooga è una città statunitense, stato del Tennesee.
Sulla rivista c'è una rubrica che si occupa di vino: The Wine Cellar, a firma di Alison Matera.
Sull'ultimo numero c'è un pezzo in cui Matera propone di risparmiar quattrini comprando vini di aree un po' meno blasonate che sostituiscano le bottiglie che vanno per la maggiore. E fra i suggerimenti - udite udite - c'è anche quello di pensare a un Bardolino al posto di un Valpolicella.
L'articolo attacca così: "Quand’ero più giovane, ho sempre pensato che mio padre fosse il solo e unico autore della frase: 'Hai quello per cui paghi'. Ma, in questi anni in cui go comprato e bevuto vino, ho imparato che talvolta hai quello per cui hai pagato... e anche di più. Ho provato molti tipi differenti di vini negli ultimi due decenni e ho scoperto che per esser buono il vino non dev’essere per forza costoso. Non fraintendetemi: c’è un sacco di vini sul mercato coi quali non laverei neppure il mio cane, ma ce ne sono anche alcuni di veramente godibibili, ben fatto e dal prezzo ragionevole".
"C’è parecchia gente - prosegue Alison Matera - che mi chiede che cosa renda un vino costoso e no. Ce n’è di strada per passare dal grappolo al bicchiere, e ci sono vari differenti fattori che incidono nella produzione del vino. Il fattore numero uno che determina il costo è il patrimonio immobiliare. I vigneti migliori nei territorio migliori possono essere molto costosi per il vignaiolo e dunque, alla fine, per voi. Altri fattori includono le tecniche viticole, la raccolta (raccogliere a mano contro raccogliere meccanicamente) e i metodi di produzione, inclusi vinificazione e invecchiamento. Far fermentare o affinare un vino in una botte di rovere francese nuova di zecca è molto più costoso che buttare un sacco di segatura di rovere nella cisterna. Inoltre, i vini prodotti da vigneti ideali nelle zone pià note dalle uve più note e costose, come lo Chardonnay di Napa Valley Chardonnay, finirà inevitabilmente per spuntare un prezzo più alto sul mercato".
Poi, i primi suggerimenti d'acquisto: "Quando si compra un vino, la chiave per mantenere valore senza sacrificare il gisto è quella di cercare vini di regioni meno conosciute. Per esempio, se via piace il Cabernet Sauvignon di Napa Valley, provatene uno di Mendoza, in Argentina, o di Coonawarra, in Australia. Potreste scoprire che questi vi offrono tutti quei caratteri di valore che apprezzate nei Napa Cab, ma a metà prezzo. Altre regioni producono vini di buona qualità ad un buon rapporto qualità-prezzo, inclusa la Côtes de Provence per dei buoni rossi e rosé e Languedoc-Roussillon, incluse le aree di Fitou, Côtes du Roussillon, Corbières e Minervois, per dei buoni uvaggi rossi. Se vi piacciono i Rioja, provate i vini della Navarra. Se vi piace il Valpolicella, provate un Bardolino".
E si va avanti con altre proposte ancora, che vi lascio leggere.

sabato 23 agosto 2008

Mille bottiglie di Bardolino e Chiaretto per Circuito Off

Mille bottiglie per il cinema d’autore: si celebra a Venezia dal 30 agosto al 5 settembre il matrimonio fra il Bardolino e l’arte cinematografica. Il rosso delle colline gardesane e la sua versione in rosa, il Chiaretto, sono i vini che accompagneranno i momenti ufficiali della nona edizione di Circuito Off Venice International Short Film Festival, la rassegna internazionale del cortometraggio d'autore che si terrà sull’isola di San Servolo, in laguna, in concomitanza con la Mostra del Cinema di Venezia. Negli ultimi tre anni il Festival ha riscosso un clamoroso successo di pubblico e di critica: la passata edizione si sono contate più di 15000 presenze in sette giorni, confermando Circuito Off come uno degli eventi cinematografici più rinomati in Europa (quest’anno sono stati più di 2600 i film pervenuti al comitato di selezione).
L’attesa per questa nuova edizione, ospitata nell’affascinante isola di San Servolo, proprio di fronte al Lido, fa pensare ad un afflusso ancora più elevato, e dunque ecco che il Consorzio del Bardolino invade Venezia con un migliaio di bottiglie, a disposizione di attori, registi, giornalisti, critici cinematografici, buyer delle principali reti televisive, ospiti vip, visitatori. “Circuito Off – dice il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – ha saputo conquistare il consenso e l’attenzione di una platea crescente di appassionati, soprattutto nell’ambito del mondo giovanile. Il luogo ideale per portare i nostri vini, perfetti in un ambiente dinamico, per la loro immediatezza, la loro freschezza, la loro piacevolezza”.
Short film vuol dire “film brevi”, cortometraggi, ma anche videoclip musicali, quelli che vanno di moda sui canali tv dedicati ai giovani. Per l’originalità dell’iniziativa, sono attesi a San Servolo personaggi di assoluta rilevanza nazionale ed internazionale, in vario modo correlati al mondo del cinema. Un assaggio di queste caratteristiche si avrà già nella serata di apertura, nella quale sarà ospite il fotografo e regista Anton Corbijn, conosciuto per i suoi ritratti di artisti internazionali e per aver creato l’immagine video di musicisti del calibro di U2 e Depeche Mode: presenterà i suoi più bei lavori nel mondo del clip. Corbijn lascerà poi lo spazio al Qoob Masquerade, un party durante il quale si alterneranno alcuni tra i dj internazionali più “cool” del momento (Qoob è il progetto multimediale nato dalla collaborazione tra Telecom Italia Media Broadcasting e Mtv Italia). Durante il Festival avrà luogo inoltre il terzo Circuito Off Venice International Short Film Market, un punto d’incontro tra giovani registi e buyer provenienti da tutto il mondo.
Ed ogni momento importante del Festival sarà accompagnato da un brindisi con un calice di Chiaretto o di Bardolino. Gli stessi vini saranno a disposizione del pubblico nel ristorante ufficiale del Festival, gestito da uno degli operatori più noti dell’area veneziana: Marco Boscarato della Trattoria dall’Amelia di Mestre.

Anche sul Venerdì di Repubblica

Anche sul Venerdì di Repubblica, il magazine settimanale del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, si parla della doppia chiusura sperimentata da Matilde Poggi all'azienda agricola Le Fraghe: tappo a vite contro sughero.
Se n'è letto ieri nella pagina "Mangia & Bevi" curata da Gianni e Paola Mura. La rubrica "La bottiglia" recensisce la Garganega delle Fraghe, ma si dice che il doppio imbottigliamento è stato effettuato sia su questo bianco che sul Chiaretto.
"Interessante e istruttivo - si legge - il confronto dello stesso vino da bottiglie chiuse l'una con tappo in sughero e l'altra con tappo a vite".
Il giudizio? "Risultato: il sughero - è scritto - all'apertura porge un quadro aromatico espansivo da subito. Il vino con chiusura a vite è più ritroso a esprimersi, si fa scoprire poco a poco".

venerdì 22 agosto 2008

Un brindisi alle Frecce tricolori: col Bardolino

Le Frecce tricolori, la pattuglia acrobatica dell’Aeronautica militare italiana, ritornano sul lago di Garda, a Bardolino, domenica 7 settembre, per partecipare al Bardolino Air Show, una manifestazione aerea che si preannuncia di grande richiamo.
Il campo d’esibizione sarà sulla litoranea che dal confine con Garda arriva al porto di Cisano.
Il clou della manifestazione, che prevede un’anteprima sabato sei settembre, sarà nello spazio aereo tra punta Mirabello e Cornicello, a Bardolino.
Sarà possibile ammirare, nel pomeriggio di domenica, insieme alla Trecce tricolori, l’esibizione di elicotteri civili e militari, l’Md80 della Meridiana, Canadair e molti altri apparecchi.
Ovviamente, vista la location, il vino ufficiale della manifestazione sarà il Bardolino, anche in versione Chiaretto.
Informazioni sul sito internet dell'evento, oppure presso la Promo Bardolino.

Grandine: Vantini ne parla al Gazzettino

Mentre da qualche parte ricomincia ad affiorare il consueto refrain della "vendemmia eccezionale" e su internet monta a tratti la polemica su qualche zona silente in merito alle grandinate che sono capitate - ed è purtroppo normale che in estate possano capitare - il nuovo responsabile dell'area tecnica del Consorzio del Bardolino, Andrea Vantini, ha rilasciato questa dicharazione al Gazzettino di ieri: "Sì, siamo stati toccati dalle due grandinate che hanno colpito la prima la zona che va da Bardolino a Cavaion con danni in media pari al 20% del prodotto, e la seconda la zona che va da Costermano a Caprino a Rivoli, con previsioni di cali di produzione anche del 50/60%". Ed ovviamente si tratta di dati medi per le due porzioni dell'ampio territorio bardolinista colpite.
Riporto qui di seguito qualche altro ampio tratto del servizio di Massimo Rossignati, evidenziando le dichiarazioni provenienti dai tre maggiori consorzi veronesi: Soave, Bardolino e Valpolicella.
"Una vendemmia 'normale', con una produzione di uva in crescita in media del 10%, dopo anni in cui si è vissuto con maturazioni delle uve e quindi raccolte anticipate anche di un mese come avvenuto lo scorso anno, oppure con vendemmie segnate da grandinate o da periodi di siccità eccezionali come nel 2006. È questo quanto dicono le prime analisi sulla situazione della maturazione delle uve e sulle previsioni per la vendemmia 2008 fatte ieri a Verona in un vertice all'Avepa, l'Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, dai tecnici della Regione e dai direttori dei Consorzi di tutela delle grandi Doc veronesi, dal Valpolicella al Soave, dal Bardolino al Custoza, dal Durello all'Arcole Doc".
"La speranza è di tornare a una vendemmia classica, normale, e non a situazioni eccezionali, che magari hanno anche prodotto vendemmie come quella dello scorso anno con qualità, quantità e valori delle uve definite 'perfette' nel loro equilibrio e crescita, ma sempre caratterizzate da eccessi e limiti o nella maturazione delle uve o nell'andamento climatico sottolinea Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di tutela del Soave, che con i suoi circa 520 mila ettolitri di vino rappresenta la fetta più consistente delle produzioni a denominazione di origine controllata (il 40% circa) della provincia di Verona, territorio nel quale sono concentrati il 10% dei Doc italiani e il 50% di quelli veneti".
"La grandine si è fatta sentire, ma solo nella zona del Bardolino, il 6 e l'8 luglio scorsi. "Sì, siamo stati toccati dalle due grandinate che hanno colpito la prima la zona che va da Bardolino a Cavaion con danni in media pari al 20% del prodotto, e la seconda la zona che va da Costermano a Caprino a Rivoli, con previsioni di cali di produzione anche del 50/60% - sottolinea subito Andrea Vantini, responsabile tecnico del Consorzio del Bardolino - Detto questo, siamo su una vendemmia per il Bardolino in ritardo di una settimana, con le varietà precoci che inizieremo a vendemmiare a partire dal 20 settembre".
"La situazione nel vigneto è buona anche se la stagione si deciderà tutta nelle prossime tre settimane conclude Emilio Fasoletti, direttore del Consorzio di tutela del Valpolicella che nel 2007 ha segnato 600 mila quintali di uva prodotta e prezzi al produttore arrivati a 1,85 euro al chilo per l'Amarone - L'andamento climatico fino ad oggi è stato buono, ma adesso basta piogge, serve il sole per garantire qualità e gradazione".

Centocinque anni: bianco a pranzo, rosso a cena

Ha compiuto la bellezza di 105 anni la signora Lucia Richelli in Zeni, appartenente a una delle famiglie storiche della produzione del Bardolino.
Riporto qui sotto l'articolo di Stefano Joppi pubblicato su L'Arena di ieri.
I centocinque anni di Maria Lucia
"L’ultima volta, ma anche la prima, che ha messo piedi in ospedale è stato 35 anni fa. Da allora Lucia Richelli in Zeni, che ieri ha festeggiato a casa propria i 105 anni, non ha più avuto bisogno dei dottori. Una salute invidiabile che l’accompagna tutt’ora anche se da un paio d’anni le uscite in paese sono rare. «Troppe la scale da fare per scendere in strada», ammette con il sorriso e il consueto ottimismo l’arzilla signora di Bardolino che per l’occasione ha ricevuto in regalo dal sindaco Pietro Meschi e dalla Giunta comunale una medaglia d’oro. L’occasione per l’ennesimo brindisi a base di vino Bardolino prodotto dall’azienda di famiglia. «La mamma», racconta la figlia Franca, «beve sempre mezzo bicchiere di vino bianco a pranzo e rosso a cena. Il suo elisir di lunga vita? Beh lei ha sempre pensato in positivo inoltre ama ripetere: “ho sempre mangiato bene e fatto quello che volevo”. Forse è proprio questa la ricetta vincente». Alla figlia Franca, classe 1936, il compito di accogliere familiari e amici venuti a festeggiare l’unica ultracentenaria di Bardolino".

mercoledì 20 agosto 2008

Chiaretto e Stelvin: ne parla il Bresciaoggi

Del Chiaretto in tappo a vite e del riuscito esperimento del doppio imbottigliamento effettuato in Stelvin e in sughero da Matilde Poggi all'azienda agricola Le Fraghe, con successo indiscusso della chiusura alternativa, parla oggi Claudio Andrizzi sulla pagina Luoghi & Sapori del quotidiano bresciano Bresciaoggi.
Scrive Andrizzi, aprendo il pezzo: "Il tappo a vite per il vino di qualità non è più un tabù: anzi, in una singolare sfida enoica veronese ha anche ampiamente battuto il tradizionale tappo in sughero".

martedì 19 agosto 2008

Sushi e Chiaretto anche in Brasile

Ricordate la questione dell'ideale abbinamento sushi e Chiaretto di cui ho parlato qualche tempo fa su questo blog?
Vedo che il suggerimento enogastronomico è stato ripreso anche in Brasile dal sito Belavida, con tanto di link al post di BarDoc: e vai!
Esiste anche la versione in inglese: si chiama Dolcevita.
Devo anche aggiungere, a onor del vero, che la questione l'evevo ripresa anch'io da un articolo apparso sul sito di Vinibuoni d'Italia: onore a Bernardo Pasquali che ha fatto partire questa piacevole catena di sant'Antonio chiarettista.
A proposito: sushi e Chiaretto stanno davvero bene insieme.

sabato 16 agosto 2008

Bardolino da vedere

Vabbé, è ferragosto, e dunque ci può stare anche qualche post "leggero".
Per esempio sul Festival del Garda e sul body painting.
L'immagine che vedete qui accanto è un omaggio al Bardolino che la body painter Fiorella Scatena ha dipinto sul corpo di una modella qualche sera fa, durante la tappa bardolinese del festival gardesano.
La modella è Alessia.
Vino, uva, foglie di vigna.
Leggo sulla pagina personale che Fiorella Scatena, in arte Fioz, s'è dedicata su MySpace che è nata nel 1964 a Pisa, dove ha frequentato l'accademia di estetica, diplomandosi a pieni voti nel 2006.
Durante gli studi delle discipline estetiche, la sua passione per la pittura ha trovato espressione in particolare nel trucco teatrale e nel body painting, l'arte di dipingere i corpi.
E dunque ha deciso di continuare ad impegnarsi in questo settore. Raccogliendo delle buone soddisfazioni: è stata anche su Rai 2.
La sua sfida maggiore è stata quella di salire sul palcoscenico del World Body Painting Festival, che si tiene a Seeboden, in Austria, confrontadosi coi migliori specialisti della categoria: e qui un mesetto fa ha conquistato il primo posto assoluto nella categoria degli effetti speciali.

Andrea Vantini responsabile tecnico del Consorzio

Andrea Vantini, 40 anni, laureato in scienze agrarie, è il nuovo responsabile tecnico del Consorzio di tutela del Bardolino, una struttura che rappresenta una delle denominazioni storiche del vino italiano (la doc è del 1968) e che conta 1134 iscritti, suddivisi tra viticoltori (903), vinificatori (127) e imbottigliatori (104). “Abbiamo deciso di affidargli questo delicato incarico – dice il presidente del Consorzio bardolinese, Giorgio Tommasi – tenendo conto della sua eccellente esperienza professionale maturata in questi anni a diretto contatto con i nostri produttori”. Vantini ha infatti al suo attivo già dodici anni di lavoro “sul campo” presso l’ente che ha sede in piazza Matteotti a Bardolino e, nell’ambito della gestione tecnica del Consorzio, raccoglie dunque ora il testimone da Giulio Liut, che ha diretto praticamente sin dall’origine, e sino ai primi mesi dell’anno, la denominazione.
“Ringrazio di cuore il consiglio direttivo per l’incarico conferitomi come responsabile tecnico”, afferma Vantini, sposato e padre di due figli. “Questo periodo di avversa congiuntura economica ovviamente influisce anche sul settore del vino. Ci sono però tutti i presupposti per risalire la china: negli ultimi mesi il mercato ha dimostrato per esempio un crescente interesse per il Chiaretto, e la critica si è occupata favorevolmente del Bardolino. L’obiettivo adesso è quello d’innalzare i parametri legati alla retribuzione e alla liquidazione del prezzo medio delle uve”, continua Vantini, che ha tra i compiti quello di seguire tutti i controlli legati alla campionatura e qualità delle uve. Ma non solo. Sono di sua competenza gli aspetti tecnici sanitari, i rapporti con la Camera di Commercio e la collaborazione con Vinitaly, nonchè le attività attuative di quella complessa zonazione che ha interessato nell’ultimo quadriennio il territorio di produzione, e di cui Vantini è stato tra i maggiori artefici, accanto al professor Attilio Scienza ed allo staff della Regione. “Il nostro Consorzio, che è composto da imprenditori dinamici e organizzati sia a livello privato che cooperativo, ha tutti i numeri per dare una svolta positiva alla denominazione, perché - conclude Vantini – abbiamo aziende che hanno puntato alla qualità senza dimenticare la tradizione, peculiarità che ha il suo valore nell’ambito della commercializzazione e vendita del vino. E il Bardolino in questo campo può davvero avere una marcia in più”.

sabato 9 agosto 2008

Un suggerimento dal Canada: il Bardolino bevetelo freddo

Insisto: il Bardolino va bevuto fresco. Freddo, addirittura, in estate. Tanto nel bicchiere ci mette poco ad alzarsi di un paio di gradi.
In Canada la pensano così. Ho già scritto che nel New Brunswich promuovono il loro pesce abbinandolo al Bardolino servito freddo. Sul sito canadese Style at Home ecco che adesso è uscito un intervento sullo stesso tema, quello dei rossi freddi, intendo, a firma di Konrad Ejbich. Titolo: "Il segreto per godersi il vino rosso in estate? Raffreddare quelli da uve dalla pelle sottile".
Il pezzo comincia così:
“Se gli appassionati del vino che avete incontrato finora tendevano a evitare i rossi d’estate, forse è per il tipo di vino che avete servito, oppure per la temperatura alla quale l’avete servito”.
Certo, i vinoni più strutturati sono perfetti quando fa fresco, ma quando arrivano le giornate calde, vien voglia di mangiare più leggero e a questo punto certe bombe alcoliche tutto frutto non ci stanno pià bene.
E allora? E allora, dice Ejbich, “non c’è ragione di smettere di bere vini rossi nei mesi caldi. Le corazzate sono in genere fatte con i vitigni a buccia spessa, come il cabernet sauvignon, il merlot, lo shiraz/syrah o lo zinfandel/primitivo. Tendono a venire dalle regioni più calde, come l’Australia, la California, il sud della Francia e dell’Italia, l’Africa settentrionale, la Giordania e Israele. I rossi più leggiadri e delicati vengono prodotti dalle varietà a buccia sottile, inclusa quelle che oggi va per la maggiore a Hollywood, il pinot nero. Con le loro bucce più sottili, questi rossi hanno meno concentrazione tannica e un bel po’ di slancio fruttato in più. E tutto questo porta a una maggior delicatezza, così come a un più ampio spettro di nuance che non prevaricano mai le sottili fragranze delle pietanze estive”.
Quali siano questi vini da bere con la cucina dell’estate, Ejbich lo dice subito dopo: "Cercate un cabernet franc, un gamay, un dolcetto o un pinot noir. Provate anche i rossi leggeri del Beaujolais, della Burgundy o della Loira in Francia; Bardolino, Valpolicella o Chianti in Italia; nella Spagna del nord, nell’Oregon; nella Nuova Zelanda; in Cile; e, ovviamente, nell’Ontario e nella British Columbia. Queste regioni producono affascinanti rossi che hanno colori più lievi, hanno livelli d’alcol pià ragionevoli, e offrono succosi aromi di frutta matura”.
E adesso l'idea finale del sito canadese: “Un suggerimento: raffreddate questi rossi fino alla temperatura che può avere in estate una cantina rivolta a nord o scavata sottoterra (dai 12 ai 18 gradi), così li gusterete al meglio. Come una rosa appassisce alla calura eccessiva, così questi vini si assaporano meglio quando sono serviti freschi come una rosa”.

martedì 5 agosto 2008

Bardolino: l'anti Amarone per l'estate?

Si parla di vini per l'estate sul sito tedesco di Langer Schluck, che distribuisce prodotti italiani di qualità ed ha il suo bel blog correlato.
E quando si parla di rosso per l'estate, ecco che salta fuori alla grande ilBardolino.
Il post sulla questione comincia così: “Per me, il prototipo di un bellissimo vino estivo è il Bardolino!”.
Poi, c'è una curiosa, ma interessante dissertazione sull'ipotetico 'diminutivo' implicito nel nome Bardolino. Si dice: “Per molti buyer questo è l’epitome di un vino a basso prezzo, a gradazione contenuta e con un colore rosso leggero. In questo contesto, il diminutivo italiano ‘lino’ finale sembra quasi darne conferma. Come bere un Bardolinellino, come fosse un vinellino. Ma si tratta di un errore fatale, perché in realtà Bardolino non è un nome di fantasia, ma fa riferimento ad una cittadina sulla riva orientale del lago di Garda”.
Il post prosegue descrivendo brevemente la zona classica e i suoli morenici dell’area.
Infine, sottolinea che, pur essendo fatto con le stesse varietà, è piuttosto diverso dall’Amarone: “Non lo si può proprio confondere”. E chiude così: “Ecco qui il nostro ‘non-Amarone’!”
E se lo chiamassimo "anti-Amarone"?

Un Bardolino fra le menzioni ad honorem di Vini Buoni

Un Bardolino fra i vini con la menzione ad honorem della guida Vini Buoni d'Italia, edita dal Touring Club: è il Superiore Santa Lucia 2006 della Cavalchina.
La scheda contenuta sul sito internet dell'azienda di Luciano e Franco Piona dice che il vino è fatto con il 60% di corvina, il 25% di rondinella e il 15% di sangiovese.
L'elenco completo dei vini premiati lo trovate qui.

domenica 3 agosto 2008

My buddy Gianni

"My buddy Gianni", mio fratello Gianni: è il titolo di un post comparso ieri a firma di Joe Diluzio (nella foto) sul blog americano della Moore Brothers, una wine company che tratta vini da mezzo mondo. Ed è piuttosto singolare che questa società a stelle e strisce abbia scelto la forma del blog per "raccontare" i produttori del suo catalogo.
Dunque, Joe Diluzio parla di Gianni Piccoli, patron di Corte Gardoni a Valeggio, bardolinista.
E lo racconta come cerco di tradurre qui sotto, almeno per un bel pezzo dell'intervento, avvertendo che le parole in corsivo (latine, italiane e francesi) sono così nell'originale.
"Ah, che dire di Gianni Piccoli? Qui, il rischio è quello di essere auto-indulgenti, auto-compiacenti, tutti quelle parole in 'auto' che hanno a che fare con le relazioni. Ma davvero questo 'non fa per me'. Sono felice di considerarlo uno di famiglia e non solo un amico.
Piccoli è senza dubbio il più grande produttore di Bardolino che si possa immaginare.
E, mirabile dictu, la sua è tutta agricoltura. Gianni vi direbbe 'sono un contadino'. Alla stessa maniera con la quale François Barmès, quando gli ho fatto visita, mi ha orgogliosamente detto: 'Je suis paysan'. In inglese, suona grosso modo come 'I’m a peasant' piuttosto che 'I’m a grower/producer'.
Corte Gardoni, l'azienda agricola (niente produzione di massa da uve altrui, in altre parole) di Piccoli, è a Valeggio sul Mincio, non lontano dal luogo di nascita del grande poeta romano dell'Eneide, Virgilio. E se questa per voi non fosse storia sufficiente, un breve viaggio vi porta dove papa Leone fermò Attila l'Unno.
Piccoli ha la fortuna, o piuttosto il talento, di coltivare la miglior Corvina Veronese, la grande uva autoctona sia del Bardolino che del Valpolicella. Ma mentre in Valpolicella, col suo suolo argilloso, sanno ottenere una maggior ricchezza, Gianni si focalizza sui profumi, sulla tipicità e sulla 'bevibilità' ('drinkability') nel produrre sia il suo bellissimo Bardolino, sia il Bardolino Superiore".

Confagricoltura Verona: "Arriva la rinascita del Bardolino"

Sul quotidiano L'Arena a parlare oggi di Bardolino è Confagricoltura, attraverso la presidente della sezione vitivinicoltori, Giovanna Tantini.
Il pezzo comincia dicendo che "la grandine non ha compromesso la produzione di Bardolino, che anche quest’anno dovrebbe aggirarsi attorno ai 360mila quintali di uva pari a circa 250 mila ettolitri di vino. Di questi, 60mila sono tipici del caratteristico Chiaretto".
Giovanna Tantini sottolinea che la "produzione è qualitativamente ottima" e che "il Bardolino ha ricevuto riconoscimenti e buona critica in ogni angolo di mondo".
Aggiunge: "L’augurio è che il ritrovato interesse per questi vini, possa tradursi in un rilancio stesso del comparto vitivinicolo gardesano, soprattutto in vista della vendemmia che dovrebbe presentarsi qualitativamente di rilievo per l’area e che potrebbe manifestare una ripresa dei prezzi delle uve".
Ancora: "Il nostro Chiaretto tira sempre di più, mantiene un trend di sviluppo del 30% su base annua ed è chiaramente il protagonista dei rosè sul mercato". Dice poi il pezzo: "La rivalutazione del vino gardesano, secondo Confagricoltura, è la conseguenza di un lavoro continuo di sviluppo da parte degli operatori del settore".
La presidente della sezione veronese vitivinicoltori di Confagricoltura conclude così: "Gli investimenti fatti nelle singole aziende hanno portato ottimi risultati negli anni, la produzione di quest'anno sarà la dimostrazione della rinascita del vino gardesano".

venerdì 1 agosto 2008

Bere un Chiaretto a Londra con la pasta ai frutti di mare

Fiona Beckett è una giornalista inglese che ha al proprio attivo collaborazioni prestigiose con il Times, il Guardian e il Daily Mail. Ha scritto parecchi libri sulla cucina e sul vino. E gestisce in proprio un web magazine: “Matching food & wine with Fiona Beckett”, ossia “Abbinare vino e cibo con Fiona Beckett”.
Di recente s’è occupata sul suo sito anche di Bardolino Chiaretto. Proponendone l’accostamento (azzeccatissimo) con la pasta ai frutti di mare.
Incomincia raccontando d’aver pranzato a Londra con alcuni vecchi amici in un piccolo ristorante italiano molto chic: il Trenta. Il piatto le è sembrato molto carino, “specialmente con la bottiglia di rosato che stavamo bevendo – un Bardolino Chiaretto 2006 per niente caro – con una fresca, croccante acidità che in qualche modo lo faceva apparire quasi più come un bianco che non come un rosè”.
Fiona continua il suo pezzo scrivendo così: “Il Bardolino Chiaretto è uno di quei vini italiani che sono migliorati sensibilmente in qualità negli ultimi anni. In passato, francamente, era abbastanza deboluccio, ma questo si mostrava affascinante, ricco di sentori di fragolina di bosco e perfetto per esaltare la delicatezza del pesce di mare. Non è la prima volta che scopro che i rosè secchi vanno bene con i gamberi. Sospetto che in parte sia una questione legata al colore. Il colore del pesce di mare ti spinge a pensare a un vino rosa. Lo stesso vino è andato particolarmente bene con altri due piatti che abbiamo scelto, un piatto di carciofini saltati in padella, patatine novelle e formaggio di capra fuso e una mozzarella di bufala con verdure alla griglia”.