martedì 30 settembre 2008

Il Bardolino in tavola

Centocinquanta ristoratori, per metà a Verona e per l’altra metà sulla sponda veneta del lago di Garda, hanno tracciato il profilo del Bardolino durante la scorsa estate. Ad intervistarli, per conto del Consorzio di tutela del Bardolino, è stata una delle maggiori società italiane di ricerche di mercato: Dinamiche.
I risultati, talvolta sorprendenti, dell’inchiesta, saranno resi noti sabato 4 ottobre, a Bardolino, nell’ambito della settantanovesima festa dell’uva. L’appuntamento è per le ore 10.30 nella sala civica ricavata nella chiesetta della Disciplina.
Ad illustrare i contenuti della ricerca saranno il presidente del Consorzio bardolinese, Giorgio Tommasi, e Bruno Berni di Dinamiche. Poi spazio ad un talk show che vedrà confrontarsi giornalisti e ristoratori: Morello Pecchioli, curatore della Pagina del Gusto del quotidiano L’Arena, Beppe Giuliano, direttore del wine magazine Euposia, Leopoldo Ramponi, titolare del Bersagliere di Verona e presidente della sezione veronese dell’associazione italiana Maestri di Ristorazione e Ospitalità, e Gianni Veronesi, titolare del Bue d’Oro di Valeggio sul Mincio e segretario della locale associazione ristoratori, celebre anche per la grande tavolata annualmente allestita sul ponte visconteo di Borghetto. A far da moderatore, Angelo Peretti. Virtualmente, il dibattito continuerà poi ai tavoli del ristorante Loggia Rambaldi, gestito da Fabrizio Di Venosa, presidente di De Gustibus, l'associazione dei ristoratori di Bardolino.
«L’indagine sviluppata sulla ristorazione gardesana e veronese – dice il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – si affianca a quella che abbiamo intrapreso nello stesso periodo, tra fine giugno e fine luglio, su duemila consumatori, i cui risultati sono già stati resi noti la scorsa settimana. Ora disponiamo di un ampio ed articolato profilo della nostra denominazione, che ci consente di porre le basi per delle nuove politiche di marketing».
Sorprendenti, si diceva, alcune delle evidenze emerse attraverso l’indagine. Una su tutte: un terzo dei titolari di esercizi ristorativi del Garda (comprese anche pizzerie e locali prettamente turistici, più soggetti a gestioni stagionali da parte di operatori provenienti da altri territori, e dunque meno addentro nelle caratteristiche del territorio) non conosce e non commercializza alcuna tipologia di Bardolino. “Si tratta di un mercato che dobbiamo conquistare” dice Tommasi.
Stimolanti altri dati: se a Verona, ad esempio, la versione spumantizzata del Bardolino Chiaretto è ancora pressoché sconosciuta, in riva al lago si ha già conquistato il 7% dei ristoranti, pur essendo prodotta ancora da pochissime aziende, per un imbottigliato totale attorno ai 100 mila pezzi.
Il Bardolino, rosso, si conferma un vino richiesto al ristorante prevalentemente dagli uomini (età media sui 45 anni), mentre sono soprattutto le donne ad ordinare il Chiaretto, anche come aperitivo, il che sembra rappresentare una nuova, interessante tendenza di consumo, che avvicina l’area gardesana alla Francia, dove il rosé spopola.
Quanto alla qualità del Bardolino, i ristoratori sembrano concordi: è buona, e quasi nessuno ha alcunché da obiettare in questo senso.
Che cosa chiedono dunque ora i ristoratori al Consorzio per aumentare la visibilità del Bardolino e del Chiaretto? Soprattutto di legare il vino a percorsi turistici e culturali e di promuovere iniziative presso ristoranti e trattorie, rendendo in ogni caso ancora già forte il legame fra vino e territorio.
Il resto lo si saprà sabato 4 ottobre, alle ore 10.30, nel convegno “Il Bardolino in tavola. Risultati di un’indagine condotta tra 150 ristoratori di Verona e del lago”.

domenica 28 settembre 2008

Festa dell'uva: quando c'erano gli annulli postali

Da ragazzino mi piaceva far la raccolta di francobolli.
Chi raccoglie bolli, di tanto in tanto si fa contagiare anche dagli annulli speciali: timbri postali creati appositamente per eventi, manifestazioni, personaggi e via discorrendo.
Timbri che restano disponibili negli uffici postali (a volte appositamente allestiti) solo per una giornata o due.
Era consuetudine che un annullo speciale lo si avesse anche alla Festa dell'Uva di Bardolino, e me l'ha fatto ricordare un'offerta che ho trovato qualche giorno fa sull'edizione italiana di eBay, dove ho visto in vendita una cartolina col timbro che vedete in questo post: è quello della Festa dell'Uva del 1980.

Bardolino: la festa dell'uva

La settantanovesima edizione della festa dell’uva di Bardolino andrà in scena dal 2 al 6 ottobre.
Di seguito il programma completo.
Altri dettagli, incluso il depliant ufficiale in formato pdf, sul sito della Promo Bardolino.
Giovedì 2 ottobre
17.45 Varo della Festa - Banda Cittadina di Castelnuovo del Garda da Borgo Garibaldi al lungolago.
18.00 Inaugurazione della 79ª Festa dell’Uva e del Vino Bardolino e apertura chioschi sul lungolago Cornicello
18.30 Inaugurazione mostra storico-cartografica - Municipio di Bardolino
19.00 Musica al porto con Patty
1.00 Chiusura chioschi
Venerdì 3 ottobre
Alle11.00 ed alle 18.00 - Degustazioni guidate del vino Bardolino Classico, a cura del Consorzio Tutela Vino Bardolino - Piazza del porto.
19.30 Sfilata della banda musicale dei ragazzi di Rednizhembach
21.00 Il Piccolo Teatro del Garda presenta "Alleluia brava gente" di Garinei e Giovannini - Teatro Corallo - Ingresso 7,00 euro.
21.00 Musica al porto
1.00 Chiusura chioschi
Sabato 4 ottobre
10.00 Apertura chioschi
10.30 Convegno "Il Bardolino in tavola. Risultati di un’indagine condotta tra 150 ristoratori di Verona e del Lago" - a cura del Consorzio Tutela Vino Bardolino - Sala Disciplina, Borgo Garibaldi
Mattina e pomeriggio sfilate dei gruppi folk di Rednitzhembach e Schuhplattergruppe Latzfons per le vie del centro
16.00 "Come se fasea el vì" - I bambini pigiano l’uva - Piazza del porto
17.00 Degustazioni guidate - Piazza del porto
20.00 Finale torneo di calcetto El Pampano - Parco Bassani
21.00 Il Piccolo Teatro del Garda presenta "Allelulia brava gente" di Garinei e Giovannini - Teatro Corallo - Ingresso 7,00 euro
21.00 Concerto banda musicale dei ragazzi di Rednitzhembach - Piazza Matteotti
21.00 Musica in villa con Almanera - Parco villa Carrara Bottagisio
1.00 Chiusura chioschi
Domenica 5 ottobre
10.00 Apertura chioschi
11.00 Degustazioni guidate - Piazza del porto
Mattina e pomeriggio: sfilata del gruppo folk di Ortisei-Val Gardena per le vie del centro storico
15.00 28ª corsa dei pollicini riservata ai bambini - Piazza Matteotti
16.30 Esibizione dei paracadutisti Anpi Sezione di Lazise - Lungolago Cornicello
17.30 Sfilata delle confraternite da Borgo Garibaldi alla piazza del porto
18.30 Premiazioni miglior uve e miglior vino Bardolino - Piazza del porto.
20.00 "Come se fasea il vì" - Le contadine pigiano l’uva in piazza del porto
21.00 Filarmonica Bardolino - Concerto dell’Uva - Piazza Matteotti
21.30 Musica in villa con Dino e le Ragazze In - Parco villa Carrara Bottagisio
23.00 Spettacolo pirotecnico sull’acqua
1.00 Chiusura chioschi
Lunedì 6 ottobre
17.00 Apertura chioschi
21.30 Emozioni al parco tra acqua, fuoco, musica e movimento. Per la prima volta sul lago di Garda. Parco villa Carrara Bottagisio
1.00 Chiusura chioschi

Bardolino, la crescita passa dal marketing

Il titolo del post è quello dell'articolo di Giuditta Bolognesi pubblicato oggi dal quaotidiano L'Arena sulle pagine dell'Economia.
Ecco di seguito il pezzo.
"Una denominazione conosciuta, che ben si identifica con la propria zona di produzione, che offre bottiglie perfette per la tavola e facilmente reperibili sul mercato, ma che ha anche bisogno di promuovere meglio la propria immagine: è il ritratto del Bardolino emerso dall’indagine di mercato voluta dal Consorzio di tutela del Bardolino e affidata dalla società di ricerche Dinamiche.
Il risultato dell’indagine è stato presentato ieri alla Festa dell’Uva, al convegno organizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale e la Pro loco di Castelnuovo. Vi hanno preso parte, insieme al sindaco Maurizio Bernardi e al vice presidente della Pro loco Gabriele Gambini, il presidente del Consorzio Giorgio Tommasi, Bruno Berni di Dinamiche, l’onorevole Giampaolo Fogliardi, membro della commissione Finenze della Camera e il giornalista Angelo Peretti.
«Abbiamo voluto capire quanto sono conosciuti i nostri prodotti e qual’è l’opinione dei clienti attuali e potenziali nei mercati di sbocco dell’area di produzione e dell’Italia settentrionale», dice il presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi. «La nostra idea è utilizzare i dati raccolti per definire le opportune strategie di rilancio della denominazione Bardolino e farle riconquistare il posizionamento che merita».
Nel 2006 la produzione del Bardolino si è attestata sui 246.000 ettolitri pari a 30 milioni di bottiglie e un fatturato per l’imbottigliato di circa 60 milioni di euro.
Nonostante gli ultimi anni abbiamo fatto segnare un momento di crisi, discorso a parte merita il Chiaretto che, in netta controtendenza, negli ultimi due anni ha raddoppiato il suo mercato attestandosi sugli 8 milioni di bottiglie. E tra queste va sottolineato l’exploit del Bardolino Chiaretto spumante: una sorta di nicchia che conta una dozzina di produttori per circa 100.000 bottiglie.
Dati confermati dall’indagine di Dinamiche su duemila consumatori di età compresa fra i 25 e i 65 anni, gruppo quasi equamente suddiviso fra uomini e donne e provenienti da diverse aree: 500 persone da Verona, 500 dalla zona del lago, 400 da Milano e 600 nelle città del Centro Nord.
Il 48% degli intervistati che amano bere un bicchiere di vino ha dimostrato di conoscere almeno una delle tipologie della doc del Bardolino (il dato è ovviamente più alto sul lago, ma anche a Milano l’indice di conoscenza sfiora il 30%).
La popolarità maggiore spetta alla classica versione rossa d’annata, ma il Chiaretto, tipologia rosé del Bardolino, sta crescendo in reputazione soprattutto fra il pubblico femminile, che tende a privilegiarla anche come aperitivo.
Perciò proprio il Chiaretto può giocare un ruolo importante nel rilancio dei vini del Consorzio di tutela. Ma gli intervistati hanno evidenziato, per la denominazione, una carenza soprattutto in termini di modernità e l’invito ad investire maggiormente in comunicazione e promuovere iniziative mirate coinvolgendo il settore della ristorazione e legando meglio il vino a percorsi culturali e turistici".

sabato 27 settembre 2008

Foto e stima delle rese in vigna: ne parla L'Arena

Il quotidiano L'Arena, con un ampio articolo di Annamaria Schiano, ha parlato ieri della sperimentazione effettuata nei giorni scorsi a Cavaion Veronese dalla dottoressa Alessandra Biondi Bartolini con la moderna attrezzatura che consente di stimare resa quantitativa e qualitativa di un vigneto attraverso una strumentazione fotografica.
"È tempo di vendemmie - attacca il pezzo - e le uve del Bardolino sono tra le più qualificate. Presto la scienza affiancherà la tradizione millenaria del taglio delle uve dai vigneti con una rivoluzionaria tecnologia computerizzata. Pixel e algoritmi sostituiranno bilance e bilancini nella misurazione del peso dei grappoli. È la novità che sta prendendo piede nel valutare la produzione dei vigneti. Una fotocamera digitale riprende i singoli grappoli e il computer, con un sofisticato sistema di calcolo matematico ne stima il peso. Il metodo si chiama «Qualiris grappes» ed è stato messo a punto in Francia dai ricercatori dell’Institute Technique de la vigne et du vin (Itv Midi-Pyrénées). La fase operativa è stata presentata tra i vigneti dell’azienda agricola Cordevigo di Cavaion, dal Consorzio tutela vino Bardolino, promotrice del progetto. Quest’anno infatti per la prima volta a livello nazionale, il Consorzio ha deciso di avvalersi di questa sperimentazione, che potrebbe in futuro divenire modello per il calcolo della resa dei vigneti".
Nell'articolo c'è anche una dichiarazione del presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi: "Il Consorzio - ha detto ad Annamaria Schiano - crede in questo sistema innovativo, perché se si dimostrerà efficiente, farà risparmiare un’enorme mole di lavoro ai viticoltori. Infatti pesare i grappoli d’uva durante la vendemmia per tutto il territorio consorziato in due tre giorni, è quasi impossibile, mentre così la stima può essere effettuata già tre mesi prima, consetendo azioni correttive".
Il pezzo prosegue spiegando che "Il rilevamento si svolge in due fasi: la prima in luglio, si scattano le foto dei grappoli in fase di maturazione, al momento della prechiusura del grappolo; la seconda nella fase della vendemmia. Si verifica così, pesando uno a uno i grappoli, se il calcolo corrisponda alla stima. I dati quindi sono inseriti nel sistema per creare il modello. In due tre anni si ottine un 'database' affidabile. Presto la stima della produttività dei vigneti si potrà svolgere in estate con semplici fotografie".
A questo punto non mi resta che spiegare chi sia la vendemmiatrice ritratta nella foto di questo post: è Fosca, impiegata del Consorzio del Bardolino, impegnata nella sperimentazione svoltasi a Cavaion.

Stimare la vendemmia attraverso una foto

Nei vigneti di Villabella, a Villa Cordevigo, nei pressi di Cavaion Veronese, si è svolta qualche giorno fa, alla presenza di un gruppetto di giornalisti, una prova del sistema di rilevazione “Qualiris Grappes”, orientato ad effettuare stime attendibili delel rese dei vigneti attraverso la rilevaziuone fotografica dei grappoli.
Lo strumento è costituito da un apparecchio per la ripresa fotografica delle immagini dei grappoli e da un software di acquisizione ed elaborazione delle immagini.
Il sistema, che ha un margine di errore massimo del 10%, bassissimo rispetto ad altri sistemi utilizzati, ha lo scopo, si diceva, di stimare anche già precocemente la resa per ettaro del vigneto.
La ripresa fotografica del grappolo può anche essere fatta in cantina nel momento del conferimento delle uve: si potrà così stabilire l’indice di pulizia, la nozione di omogeneità del colore e quella di maturità della vendemmia.
I presenti hanno osservato con curiosità la dimostrazione che ha condotto la dottoressa Alessandra Biondi Bartolini.
Presente anche il presidente del Consorzio di tutela Bardolino, Giorgio Tommasi, che ha spiegato che dopo la sperimentazione di questo sistema effettuata l’anno scorso nei vigneti della Cantina sociale di Castelnuovo, ha ritenuto opportuno estendere l’esperienza anche ad altri soci, poiché lo ritiene molto valido (la foto mostra Tommasi e la dottoressa Biondi Bartolini nel vigneto).
Questo modello è stato messo appunto in Francia dai ricercatori dell’ITV (Institute Technique de la Vigne et du Vin).
In Italia ora, tale sistema, è rappresentato dalla Acram di Verona.

giovedì 25 settembre 2008

Ma che sorpresa! Un Bardolino che è invecchiato bene

Ma il Bardolino è un vino che si può invecchiare?
Risposta: nossignori. O meglio, sì, ma solo per pochi anni, ché va goduto in giovinezza, nella sua prima immediatezza fruttata, oppure, dopo l'estate, con quel suo intrigante mix di fruttino e di spezia che tira fuori quando è in bottiglia da qualche mese.
Eppure...
Cristian da Bassano mi ha segnalato quanto ha letto sul blog di Divino Scrivere.
Qualche giorno fa è apparso il resconto di una degustazione "napoletana" tra amici.
E a un certo punto ecco cosa si legge: "È la volta di un altro campione d’antan: colore granato abbastanza compatto, naso con accenni di liquirizia, elegante, complesso, abbastanza caldo (non tanto caldo da farlo assomigliare ad un vino del Sud: e infatti i presenti si sono divisi su questo punto). In bocca non riesce del tutto a mantenere le promesse che il naso generosamente aveva concesso (come l’80% dei vini sentiti). Pur mantenendosi integro e tutto sommato piacevole e vivace, perdeva la complessità annunciata, mostrando un palato più esile. Sorpresa generale nel leggere l’etichetta: trattatasi di un Bardolino di Bertani del ’94. Stando così le cose, essendo un vino senza la minima pretesa d’invecchiamento, giù il cappello per la prodigiosa tenuta di 14 anni".
Capito? Son riusciti a bere un Bardolino del '94.

martedì 23 settembre 2008

Il Ripasso farà posto al Bardolino?

Sul sito internet dell'Associazione Italiana Sommelier, Franco Ziliani ha pubblicato la prima parte di una sua inchiesta sulla Valpolicella: "Amarone della Valpolicelloa: gramde successo ma tanti interrogativi" è il titolo del servizio.
Vi si discute dell'impressionante crescita delle uve messe a riposo, e dunque anche delle bottiglie di Amarone e di Ripasso. Vale la pena leggerlo.
Tra i vari produttori valpolicellesi intervistati c'è anche Giuseppe Campagnola, che non si fa sfuggire l'occasione per accennare al Bardolino.
"Con l'ultima vendemmia - dice Campagnola - è quasi scomparso il Valpolicella d'annata, causa la forte richiesta per il Ripasso. È ancora presto per fare delle valutazioni, ma se il trend di crescita rimane alto, penso che per tutta la filiera produttiva sia positivo vendere un vino con maggior valore aggiunto e lasciare ad altri vini (per esempio Bardolino) la possibilità di coprire quella fascia più semplice di mercato”.
E non è un caso che proprio Campagnola abbia di recente investito in area bardolinista.

lunedì 22 settembre 2008

Una foto per predire la vendemmia

È possibile valutare l'andamento della vendemmia attraverso la fotografia di un grappolo d'uva? Sì, se si hanno delle valide basi scientifiche a disposizione.
Detto così, è certamente un po' riduttivo, ma il sistema di predizione della resa in vigneto dall’immagine dei grappoli è una realtà in avanzata fase di sperimentazione nel territorio del Bardolino.
Mercoledì 24 settembre un gruppetto di giornalisti potrà verificare sul campo a Cavaion Veronese la validità di questa sperimentazione: durante la mattinata sarà possibile assistere al rilevamento, effettuato con le apparecchiature del caso, a cura della dottoressa Biondi Bartolini, responsabile del progetto.
Sarà presente anche il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi, che guida anche la Cantina sociale di Castelnuovo, capofila dell'esperimento in atto ormai da tempo in terra bardolinista.
Di cosa si tratta? In sintesi, si tratta di un innovativo sistema di valutazione visivo che viene effettuato attraverso la fotografia digitale, che deduce un incredibile quantità di informazioni utili per il miglioramento del uva e della vendemmia. Può rilevare ad esempio: qualità delle uve, resa, maturità dell’uva, distribuzione degli acini ecc.
La sperimentazione è condotta per la prima volta in Italia: attualmente la si sta effettuando nei vigneti del Bardolino e, a quanto ne so, in una nota azienda della Franciacorta.

Mi sa che si son divertiti...

Accidenti, mi sa che è stato davvero un peccato non essere stati presenti alla festa del cinquantesimo anniversario dell'azienda agricola bardolinista Monte del Frà: questi qui si son proprio divertiti se durante la giornata è stato possibile vedere delle scenette come quella qui riprodotta in foto (comunque ero in Costa Azzurra, e non stavo poi così male neanch'io) .
Chi sono i protagonisti dell'immagine?
Le soluzioni possibili sono tre, scegliete voi qual è la più probabile (vi aiuto con gli indizi stile caccia al tesoro, ossia acqua, fuochino, fuoco: non è poi così impossibile risolvere il quesito):
  • il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Barack Obama fotografato da Bill Clinton (acqua, acqua)
  • l'allenatore dell'Inter José Mourinho fotografato dal presidente nerazzurro Massimo Moratti (fuochino)
  • il wine blogger Franco Ziliani fotografato dall'enogiornalista Massimo Zanichelli (fuoco).

Un menù stellato per Monte del Frà

Il quotidiano L'Arena ha pubblicato oggi sulla Pagina del Gusto, diretta da Morello Pecchioli, un articolo sul cinquantesimo dell'azienda agricola Monte del Frà, produttrice bardolinista a Custoza (la foto ritrae Marica Bonomo, di Monte del Frà, insieme con l'enologo Claudio Introini durante la giornata di festeggiamenti).
"Che cosa accade - dice l'articolo - quando i gloriosi e golosi piatti, pluristellati, di uno dei più celebri cuochi italiani s’incontrano con i vini ricchi di temperamento, pluripremiati, di una azienda agricola che ha alle spalle 50 anni di solida attività? Avviene un matrimonio perfetto, un concerto enogastronomico, uno spettacolo da applausi. L’incontro stellare si è svolto nel corso di una serata di gala, alla quale hanno partecipato giornalisti enogastronomi di tutta Italia, nella corte della cantina Monte del Fra’, sulla strada che da Custoza porta a Sommacampagna, in occasione del 50° compleanno dell’omonima azienda agricola: tavoli apparecchiati con tovaglie di fiandra, poltrone habillèe stoviglie e posateria di classe e grandi candelieri come in un lussuoso ristorante, i vini di casa e la fantastica cucina di Norbert Niederkofler, chef del ristorante St. Hubertus (due stelle Michelin) dell’Hotel Rosa Alpina di San Cassiano, in Val Badia. Per l’occasione lo chef altoatesino ha portato in trasferta la sua brigata e ha cucinato in cantina, tra le vasche in acciaio dove solitamente riposano Custoza e Bardolino".
Per i più curiosi, ecco il menù: "Entrèe di tartare di scampi e salsa kataifi, gelato al fegato grasso d’oca con granita all’anguria grigliata accompagnati da Custoza doc e Bardolino chiaretto; antipasto: salmerino marinato con erbe aromatiche al limone su insalata di fave e vinaigrette al pompelmo abbinato alla Garganega Garda doc vigneto Colombara 2006. Poi risotto con porcini lardo e capesante saltate e Custoza doc superiore Ca’ del Magro 2006; gerostel di animelle e salsa al tartufo scorzone con il Valpolicella classico doc superiore 2006; filetto di cervo con foglie di pak choy kumquats candite e purèe di topinambur abbinato all’Amarone Scarnocchio Classico Valpolicella 2003. Dessert: pera ripiena con mousse alla gianduia e gelato al pistacchio e zabaglione al passito; gorgonzola malghesino con mostarda di mele abbinati al passito Igt Monastero 2002".

sabato 20 settembre 2008

Bardolino: cosa ne pensano i consumatori

Sabato 27 settembre, alle ore 10.45, a Castelnuovo del Garda, presso la sala consiliare del municipio, in un convegno organizzato nell'ambito della locale Festa dell'Uva, verrà presentata la prima parte dell'indagine di posizionamento che il Consorzio di tutela del Bardolino ha commissionato alla società Dinamiche.
L'inchiesta, svoltasi tra fine giugno e fine luglio, ha interessato 2000 consumatori, suddivisi fra lago di Garda, Verona, Milano e città del Centro Nord, 150 ristoratori del Garda e di Verona e 8 buyer della grande distribuzione.
A Castelnuovo verrà illustrata dal professor Bruno Berni la prima tranche dell'indagine, quella dedicata ai consumatori.
Qualche anticipazione.
La frequenza media di consumo di vino da parte degli intervistati è risultata essere di 4-5 volte la settimana a casa e di una volta la settimana al ristorante, ed è soprattutto a cena che si stappa la bottiglia, sia nella propria abitazione (76% dei casi) che in trattoria (83). Il supermercato è il luogo d'acquisto del vino per il 43% dei consumatori, e il 38% degli intervistati si porta a casa una bottiglia preferibilmente se la trova in commercio fra i 3 ed i 5 euro. Il 48% degli intervistati che amano bere un bicchiere di vino ha dimostrato di conoscere almeno una delle tipologie della doc del Bardolino (il dato è ovviamente più alto sul lago, ma anche a Milano l'indice di conoscenza sfiora il 30). La popolarità maggiore spetta alla classica versione rossa d'annata, ma il Chiaretto, la tipologia rosè del Bardolino, sta crescendo parecchio in reputazione, soprattutto fra il pubblico femminile, che tende a privilegiarla anche come aperitivo. I punti di forza del Bardolino sono la sua identificazione con l'area del Garda, la sua identità di vino da gustare in compagnia, la facile bevibilità, l'abbinabilità col cibo, mentre secondo gli intervistati la denominazione sembra essere carente soprattutto in termini di modernità e di adesione alla moda.

Bardolino, il brutto anatroccolo

Il viaggio per immagini fra i Sovversivi del Gusto del fotografo Marco Salzotto, di cui ho detto nel mio precedente post, è accompagnato, in parallelo, da una serie di articoli che Michele Marziani pubblica sul proprio blog.
In particolare, le immagini bardoliniste dedicate a Matilde Poggi sono commentata da un pezzo che s'intitola: "Bardolino, il brutto anatroccolo del Garda".
Scrive Marziani: "Il Bardolino che ha tutto per piacere: rosso, fresco, giovane e autoctono. E invece è un po' la Cenerentola delle enoteche, il brutto anatroccolo delle carte dei vini. Ma basta guardarla Matilde Poggi per capire che le sue bottiglie sono come nelle favole: sono diventanti cigni e vengono già a cercarli, con la scarpetta in mano.

Marco Salzotto, le foto, il Bardolino

Marco Salzotto è un giovane e bravo fotografo.
Non lo conosco personalmente, ma ho visto i suoi lavori, per esempio quelli per i Sovversivi del Gusto, il team coordinatore dal blogger-ristoratore Adriano Liloni.
A proposito dei Sovversivi, sul suo sito Salzotto ha cominciato un tour fotografico per presentarli uno per uno.
C'è una scheda fotografica dedicata anche a Matilde Poggi (Le Fraghe), che è l'unica produttrice bardolinista che partecipa ai meeting appunto dei Sovversivi: le immagini potete vederle qui, e quella qui accanto è una della serie
Salzotto presenta l'azienda e la produttrice così: "Un asinello come tagliaerba… I tappi a vite perchè è giusto così… Matilde Poggi è una produttrice determinata, le sue scelte sul lavoro sono forti, coraggiose, istintive e a giudicare dai suoi vini direi anche azzeccate. Bardolino, Cabernet, Chiaretto e Garganega, questa è la produzione della sua azienda… Le Fraghe".

domenica 14 settembre 2008

I quarant'anni della Cantina di Custoza

La Cantina di Custoza ha festeggiato quarant'anni di vita con l'inaugurazione del nuovo punto vendita e con un convegno sul tema "Innovazione e crescita", che ha visto come relatori Attilio Scienza, professore ordinario all'Università cattolica di Milano, Enrico Nicolis, ricercatore dell'Università di Verona, e Morello Pecchioli, giornalista de L'Arena.
Dopo l'inaugurazione del nuovo punto vendita della cooperativa, benedetto da monsignor Giuseppe Pellegrini, vicario del vescovo, il presidente della Cantina di Custoza, Giovanni Scaramellini, ha premiato i fondatori: Angelo Venturelli, Dario Pezzini, Costante Donà, Francesco Farina, Fausto Buniotto, Eugenio Troiani, Dario Rossignoli, Lino Giardini.
"La capacità della Cantina di Custoza - ha dichiarato Scaramellini al quotidiano L'Arena - è arrivata a 183 mila ettolitri, con 173 mila quintali di uva consegnati nel 2007; 227 i soci. Molta strada è stata fatta e il coraggioso impegno e sacrificio dei fondatori ha trovato fertile terreno".

sabato 13 settembre 2008

Un Bardolino nella top 100 di Papillon

Dopo quella di Vini Buoni, ecco un'altra delle graduatorie dei vini italiani del momento.
È uscita la top hundred 2008 del club di Papillon, i 100 migliori vini d'Italia secondo lo staff coordinato da Paolo Massobrio e Marco Gatti.
Per il settimo anno consecutivo hanno selezionato le loro cento "bottiglie che danno emozione".
E fra i cento vini top dello staff di Papillon c'è anche un Bardolino: il Superiore Santa Lucia 2006 della Cavalchina.
"Dall’estremo Nord, Valle d’Aosta, e dal profondo Sud, Puglia e Calabria, le performance più sorprendenti" dice Papillon, "segno che le novità da scoprire sono ancora tante".

giovedì 11 settembre 2008

Il Bardolino e Circuito Off

Sul web magazine IlGardesano.it Francesca Piro parla di Circuito Off, il festival internazionale dei cortometraggi svoltosi a Venezia, e della presenza del Bardolino.
“Un’atmosfera mondana ma anche giovane - dice l’articolo -, accompagnata da un migliaio di bottiglie di vino, Bardolino e Chiaretto, che grazie alla collaborazione del Consorzio del Bardolino, hanno profumato col loro aroma e sapore speciali la kermesse, gustate da artisti e non.
Giorgio Tommasi, presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, si dice giustamente orgoglioso di questa scelta, dell’aver saputo riconoscere le potenzialità e la crescente visibilità dell’evento, trovandolo così ‘il luogo ideale per portare i nostri vini, perfetti in un ambiente dinamico, per la loro immediatezza, la loro freschezza, la loro piacevolezza’”.

Allarme dop: il Ministro dice che...

Sul tema allarme dop lanciato da Città del Vino e Legambiente è intervenuto il ministero delle Politiche agricole (nella foto il Ministro Zaia) con un comunicato che riporto integralmente.
"Al fine di fugare notizie allarmistiche, apparse recentemente su alcuni organi di stampa e relative all’impossibilità di utilizzare, per il futuro, le menzioni specifiche tradizionali Docg, Doc e Igt a seguito dell’entrata in vigore della nuova Ocm Vino, si precisa che tali affermazioni non hanno alcun fondamento giuridico. Infatti l’Art. 54 par. 1, lett. a) del Reg. n. 479/2008, che entrerà in vigore dall’1 agosto 2009, stabilisce che le menzioni tradizionali potranno essere utilizzare per indicare che il prodotto reca una DOP o IGP, in loro sostituzione.
Pertanto tali Menzioni Tradizionali corrispondono alle Menzioni specifiche tradizionali nazionali di cui alla preesistente normativa comunitaria (allegato III del Reg. n. 753/2002) che, si ripete, per l’Italia sono: DOCG, DOC, Vino dolce naturale, IGT, Vin de Pays, Landwein. Tale impostazione della nuova Ocm Vino per la salvaguardia dell’uso delle menzioni specifiche tradizionali nazionali risponde alle esigenze espresse dall’Italia e dagli altri Paesi comunitari (Francia, Spagna, Portogallo ecc.) a spiccata vocazione per i vini a denominazione di origine".
Se non capisco male, si potrà scegliere di scrivere doc oppure dop: basta questo per fugare i dubbi di Città del Vino in merito alla possibile riduzione del numero delle denominazioni?

Allarme dop: interviene anche Legambiente

Anche Legambiente si associa a Città del Vino nell'appello a difesa delle doc italiane a fronte di un possibile "pericolo dop".
In un comunicato stampa dell'associazione ambientalista si legge che il vicepresidente nazionale di Legambiente, Sebastiano Venneri, ha rivolto "una lettera agli assessori regionali all’agricoltura, perché si attivino presso l’Unione Europea ed il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali affinché venga modificato il nuovo sistema di classificazione dei vini messo a punto dall’Unione Europea".
"Il provvedimento che dovrebbe entrare in vigore a partire già dal 1 agosto 2009 - dice il comunicato -, imporrà ad un territorio una sola Dop o Igp, il che significa ad esempio che a Montalcino la Dop Brunello cancellerebbe la Doc Rosso di Montalcino, Sant’Antimo e Moscadello. In Veneto, ad esempio, potrebbero scomparire il Bardolino Superiore, il Merlara, il Bianco di Custoza, il Recioto di Soave, il valdadige Terra dei Forti, il Soave Superiore ed il Vicenza, solo per citarne alcuni".

Città del Vino lancia l'allarme dop

Valentino Valentini, presidente di Città del Vino, l'associazione che riunisce centinaia di comuni ed altri enti locali italiani, ha lanciato l'allarme: con l'entrata in vigore della nuova organizzazione comunitaria di mercato e la correlata nuova identificazione delle doc vinicole con il sistema della dop (denominazioni di origine protette) europee, moltissime denominazioni vinicole italiane potrebbero scomparire.
Il titolo del comunicato diffuso dall'associazione è chiaro: "Condanna a morte per le denominazioni del 'Bel Paese' enoico".
Il timore è che all’indomani dell’entrata in vigore della nuova classificazione dei vini dettata dall’Europa comunitaria, prevista per il primo agosto 2009, ci siano “non più le 470 denominazioni, fra Docg, Doc e Igt, che da sempre simboleggiano il Made in Italy enologico, ma appena 182 suddivise in sole Dop e Igp. Un rimescolamento di territori e confini che interesserà la geografia enologica con il rischio di una grave perdita di identità”.
Per questo Città del Vino ha fatto appello al Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia “di intervenire sulla Commissione Europea per ritardare l’entrata in vigore della nuova classificazione, per scongiurare effetti che potrebbero decisamente compromettere il futuro del sistema-vino italiano”.
In particolare, nel Veneto, secondo Città del Vino, delle attuali 38 denominazioni (3 docg, 25 doc, e 10 igt), avrebbero certezza di restarne solo 16: le dop Bardolino, Soave, Arcole, Bagnoli, Breganze, Conegliano Valdobbiadene, Gambellara, Garda (insieme a Lombardia), Colli Berici, Colli Euganei, Lessini, Lison-Pramaggiore, Montello, Valpolicella e Piave e l'igp Veneto.
Dall'elenco mancano ad esempio il Bardolino Superiore, il Soave Superiore e il Recioto di Soave (oggi docg) e, nell'area gardesana, il Bianco di Custoza.
Il tutto nel nome del principio comunitario che prevederebbe una denominazione per ciascun territorio, escludendo così perfino sottozone o menzioni geografiche aggiuntive, al punto che ad esempio in Toscana la nuova dop Chianti comporterebbe la scomparsa del Chianti Rufina, del Chianti Montespertoli, del Chianti Colline Senesi ecc.
Sarà così?

domenica 7 settembre 2008

Air Show n. 2: lo stand

Se n'è bevuto parecchio di Bardolino, e soprattutto di Chiaretto, e in particolare della sua versione spumantizzata (quando c'è caldo, indubbiamente una buona bollicina la si assaggia molto volentieri) allo stand del Consorzio di tutela all'Air Show svoltosi oggi pomeriggio a Bardolino.
Nella foto si vede la postazione consortile bardolinista al Lido Mirabello: ad assaggiare c'è il sindaco Pietro Meschi.
Il momento clou, quello pià atteso della manifestazione (durata un paio d'ore e ricca di elementi di rchiamo per gli appassionati di aeronautica), è stato il passaggio delle Frecce tricolori, la pattuglia acrobatica nazionale composta dagli MB-339, con un'esibizione di una ventina di minuti, col gran finale accompagnato dalla voce di Luciano Pavarotti.

Air Show n. 1: Antonella e Fosca

All'inizio piovigginava, ma si capiva che poi sarebbe tornato il sole, e così è stato.
Oggi l'Air Show di Bardolino ha portato in riva al lago, fra Lazise e la Rocca di Garda, qualcosa come - dicono gli organizzatori - centomila persone, e in effetti, sulle spiagge, sul lungolago bardolinese e sulla strada panoramica c'era una gran folla.
Lo spazio per gli ospiti e le autorità era al Lido Mirabello: è lì che il Consorzio di Tutela del Bardolino ha allestito la propria postazione.
Nella foto vedete Antonella e Fosca, le due impiegate del Consorzio che erano presenti allo stand bardolinista: stanno firmando il manifesto con cui il Bardolino ha proposto "un brindisi alle Frecce tricolori".

venerdì 5 settembre 2008

Circuito Off n. 5: Sergio Colantuoni

Il personaggio che vedete ritratto in questa foto, vestito in maniera sgargiante mentre brinda con un bicchiere di Bardolino Chiaretto Spumante, è Sergio Colantuoni, uno degli stylist italiani più conosciuti, ritratto a Venezia a di Circuito Off Venice International Short Film Festival.
Mara Sartore, direttore del festival, nel catalogo ufficiale di Circuito Off presenta Colantuoni così: "Anima napoletana che vive a Milano, è considerato "un cretaivo a largo" (così ha scritto di lui Maurizio Marsico). Ha iniziato come redattore di moda per Vogue e oggi è collaboratore per Io Donna (Corriere della Sera) e Pitti Immagine. È coautore del libro 'Il Pranzo è Servito!' (Baldini Castoldi Dalai editore).
Patrizia Mezzanzanica lo ritrae così: “Ha impacchettato la severa libreria inglese di Firenze rendendola, per tre giorni, il luogo più ospitale ed originale di un Pitti Uomo rimasto storico” e poi “ha presentato uno dei design hotel milanesi più esclusivi allestendo le sue camere come veri e propri set cinematografici, con doviziosa cura di ogni dettaglio, casting degli attori incluso” e ancora “ha inventato uno degli eventi più riusciti fra quelli dell’Alta Moda a Roma. A villa Giulia, una cornice sensazionale per una festa dal sapore felliniano, fra finti preti, cardinali, danzatori di valzer e damine del ‘700, dove gli ospiti erano invitati ad entrare dalla voce suadente di Marcello Mastroianni che, sul viale d’ingresso, riecheggiava inconfondibile da invisibili altoparlanti”.
Chi volesse saperne di più, può andare al sito www.sergiocolantuoni.com.

La Cantina di Castelnuovo apre un blog

Il web 2.0 conquista la cooperazione viticola.
Non è più tempo di siti istituzionali statici, che come semplici vetrine elettroniche si limitano a riportare dati e prodotti di un'azienda: oggi la parola d'ordine sul web è interattività.
Per questo la Cantina di Castelnuovo del Garda, primario produttore di vini veronesi a denominazione d'origine come il Bardolino e il Custoza, anziché limitarsi ad un restyling del vecchio sito web, ha scelto la strada del dialogo con il consumatore e - caso al momento unico nel panorama delle cantine cooperative italiane - ha aperto un corporate blog (www.cantinacastelnuovo.com).
Caratterizzato da una grafica essenziale, che nulla concede agli “effetti speciali” di certo web design modaiolo, per concentrarsi solo sulla sostanza delle informazioni, il sito si presenta come un work in progress, con contenuti in costante evoluzione e aggiornamento, parte dei quali anche in inglese e tedesco.
Come in tutti i blog, lo spazio principale dell'home page è dedicato ai post, cioè ai brevi articoli (scritti da più autori), aperti ai commenti dei lettori, ma non vengono trascurati nemmeno gli aspetti più istituzionali; nelle pagine interne sono riportate la storia dell'azienda, alcune note sul territorio e le Doc interessate, le linee di prodotto con le schede tecniche dei vini più importanti, informazioni sulle attività dei soci conferitori. A questi ultimi del resto è riservata un'area (accessibile solo tramite registrazione) nella quale il Servizio tecnico riporta avvisi e istruzioni per i viticoltori.
“Abbiamo scelto di aprire un blog per dare un segnale preciso di apertura e trasparenza – commenta il presidente della Cantina di Castelnuovo del Garda, Giorgio Tommasi – Non solo ci permette di interagire con il consumatore finale, ma anche di aprire un dialogo costante con i nostri Soci, che potranno usare questo mezzo per tenersi in contatto con l'azienda ed essere aggiornati in tempo reale di tutte le novità. Infine, non è da trascurare il fatto che il blog è interamente gestito dai responsabili dei diversi settori della Cantina: è il modo più efficace e rapido per personalizzare la nostra comunicazione”.

martedì 2 settembre 2008

Circuito Off n. 4: Mediagrouptv

Dal sito internet di Circuito Off Venice International Short Film Festival è possibile accedere alla sezione web tv, che presenta servizi, interviste e backstage, con aggiornamento quotidiano.
Su circuitooff.mediagrouptv.com sono presenti spezzoni dei party svoltisi nelle scorse sere, e il Bardolino Chiaretto, in versione ferma e spumante, è tema ricorrente nelle riprese.
Una buona occasione per chi voglia rendersi conto del clima che si respira al festival dei cortometraggi, senza per forza recarsi all'isola di San Servolo.

Circuito Off n. 3: Marco Muller

Alla festa che ieri notte Circuito Off Venice International Short Film Festival ha dedicato all'attrice hollywoodiana Natalie Portman ha preso parte anche Marco Muller, il mitico direttore artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
La sua ricca biografia è consultabile sul sito della Biennale di Venezia
. Facendone una sintesi estrema, potrei dire che la fama di "fabbricante di festival" di Muller ha preso avvio nel 1978, grazie alla progressiva collaborazione a varie rassegne. Nell'82 crea il primo grande festival di Torino, “Ombre elettriche”. Poi a Pesaro eccolo impegnato con la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. Dal 1989 al 1991 è direttore del Festival di Rotterdam. Dal 1991 al 2000 dirige il Festival internazionale del film Locarno. Tra il 1998 e il 2002 è responsabile del Dipartimento Film e Video di Fabrica (centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton). Dall’aprile 2004 è il direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia.
A Circuito Off si è presentato insieme Natalie Portman, ed entrambi hanno brindato con un bicchiere di Bardolino Chiaretto Spumante.

lunedì 1 settembre 2008

Circuito Off n. 2: Natalie Portman

Stasera 1 settembre al Circuito Off Venice International Short Film Festival, la rassegna internazionale del cortometraggio d'autore che si tiene sull’isola di San Servolo, a Venezia, è di scena una star del cinema hollywoodiano: Natalie Portman.
L'attrice è stata interprete di film come "Leon" di Luc Besson, "Tutti dicono I love you" di Woody Allen, "Mars Attacks!" di Tim Burton ed ha vistito i panni della principessa Amidala nel primo episodio della saga di "Star Wars" di George Lucas.
Nel 2005 ha ottenuto il Golden Globe come miglior attrice non protagonista per l'interpretazione in "Closer" di Mike Nichols.
A Circuito Off Natalie Portman è presente in veste di regista, con "Eve", il suo primo cortometraggio, con Loren Bacall, Ben Gazzarra e Olivia Thirlby.
La proiezione è programmata alle 21 al cinema all’aperto di Circuito Off. Più tardi prenderà il via, in presenza di Natalie Portman la Festa del Corto, nella Vip Area, sponsorizzata dall’Aurora Caffè. In degustazione il Bardolino e il Chiaretto offerti dal Consorzio di Tutela del Bardolino.

Cinquant'anni di Monte del Frà

Cinquant'anni di Monte del Frà: l'azienda agricola di Custoza, produttrice bardolinista, è stata fondata nel 1958 dai fratelli Eligio e Claudio Bonomo, e a fine settimana ha festeggiato le "nozze d'oro" col vino.
Oggi i Bonomo contano su più di 100 ettari di vigneti in proprietà, tra i quali, oltre al Monte che dà nome all'azienda, figurano anche le vigne di Cà del Magro, Monte Godi, Mascarpine, Staffalo, Monte Fitti, Grottino.
Custoza e Bardolino restano il cuore della produzione, ma di recente la famiglia ha acquisito anche una tenuta, Lena di Mezzo, in piena Valpolicella, a Fumane.
Per far festa per il cinquantesimo a Monte del Frà è arrivato con la sua brigata uno dei maggiori chef italiani: Norbert Niederkofler, chef dello splendido ristorante St. Hubertus dell’altrettanto affascinante Hotel Rosa Alpina di San Cassiano, in Val Badia.
Marica Bonomo, instancabile motorino sempre in giro per il mondo a promuovere i vini di famiglia, la partnership con Niederkofler l'aveva già avviata a inizio d'anno, portando i vini di Monte del Frà a San Cassiamo per la Chef's Cup, un'iniziativa che ha visto la partecipazione di alcuni dei più grandi chef europei stellati dalla guida Michelin.
La foto la ritrae proprio al St. Hubertus, quando di fatto vennero avviate le celebrazioni per il mezzo secolo d'attività di Monte del Frà.
Auguri!